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Femen, per Amina processo il 30 maggio. La madre: "Qualcuno la spinge ad atteggiamenti osceni"
E' il 30 maggio, e prevede la comparsa davanti al giudice istruttore, la data della prima udienza del processo ad Amina Tyler, l'attivista tunisina di Femen arrestata la scorsa domenica per aver scritto sul muro di un cimitero ma anche per essere stata colta in possesso di una bomboletta di gas urticante.

Per la prima accusa Amina rischia fino a due anni di reclusione, per la seconda invece fino a sei mesi.

In una intervista alla tv, la madre della ragazza, ha confermato che Amina ha problemi psichici ed è in cura nell'ospedale El Razi da diversi anni, come in effetti è attestato da certificati medici che ha esibito alle telecamere.

Secondo le dichiarazioni della donna tutto duqnue è causato dal fatto che, qualche anno fa, lei e il marito si sono trasferiti per lavoro in Arabia Saudita e hanno lasciato i figli a Tunisi.

Amina, ancora secondo la madre, non sopporta la separazione e quanto lei fa, con il gruppo di Femen, non e' altro che l'espressione della sua rabbia contro i genitori.

La madre di Amina ha insistito inoltre sulla certezza che la ragazza e' manipolata da qualcuno che invece la spinge ad assumere atteggiamenti ''osceni''.
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