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Dopo la Svezia, alla settima notte di scontri, tensioni anche in Svizzera. Vertice europeo del 29 tra le polemiche

Dopo la settima notte di scontri in Svezia, anche la Svizzera sembra registrare un inizio di rivolta. Le tensioni sociali in Europa saranno uno dei temi al centro del vertice del 29 maggio, che tra l’altro dovrà decidere anche sull’esito della procedura di infrazione a carico dell’Italia. Il premier Letta ieri ha sottolineato che è giunto il momento di dare lavoro ai giovani altrimenti crescerà rabbia e frustrazione.

Ieri sera il centro storico di Berna e' stato teatro di cariche della polizia che ha cercato di impedire a un gruppo di partecipanti a una techno-parade di rovesciare le barriere che proteggono il parlamento della capitale federale. Dopo un teso faccia a faccia fra la polizia in tenuta anti-sommossa e decine di black bloc, un gruppo ha cercato di rovesciare le barriera a protezione del parlamento, come era gia' avvenuto l'anno scorso. La polizia ha risposto con lacrimogeni e un cannone ad acqua, disperdendo i manifestanti. Alcuni di loro hanno lanciato bottiglie e petardi contro gli agenti. L’iniziativa, a cui hanno partecipato fra le 4000 e le 5000 persone era stato convocato per protestare contro la limitazione della vita notturna in città. A partire dalle 20.00 un corteo, non autorizzato ma tollerato dalle autorità, ha percorso le strade del centro al motto di "Liberati ballando" ("Tanz dich Frei"). Assieme ai ragazzi anche una dozzina di carri con musica. 20 i poliziotti feriti e circa 30 i manifestanti ospedalizzati soprattutto per abuso di alcol e 70 vetrine spaccate. In totale sono 61 le persone che sono state fermate mentre non è ancora possibile fare un bilancio preciso dei danni che dovrebbero aggirarsi attorno alle centinaia di migliaia di franchi.

In Svezia, infine, continua la rivolta dei migranti. A Stoccolma numerose vetture sono state date alle fiamme nella notte fra sabato e domenica nelle periferie povere della città e i poliziotti sono stati presi a sassate da giovani migranti.

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