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Usa-Cuba: la guerra fredda è finita, liberate i cinque cubani
Si è svolta nei giorni scorsi a Washington per un’importante conferenza internazionale sul tema della libertà dei combattenti antiterroristi cubani. Ho già avuto modo di occuparmi del caso in passato su questo blog. Ma torno a riassumerlo per i lettori de il Fatto Quotidiano. Nel corso degli anni gli attacchi terroristici contro Cuba hanno provocato oltre tremila vittime, migliaia di feriti e mutilati ed ingenti danni economici. Autori di tali attacchi, che hanno sempre rivendicato con estrema tracotanza, sono i gruppi terroristici di fuoriusciti cubani basati a Miami, che operano da sempre con la connivenza di autorità statunitensi, specie Cia e Fbi.

E’ noto come la definizione stessa di terrorismo sia tuttora oggetto di discussione in seno alla comunità internazionale. Non c’è però a mio avviso alcun dubbio che un atto di natura terroristica si caratterizzi per la sua natura indiscriminata e per il fatto che, per conseguire obiettivi di natura politica, causi vittime civile al fine appunto di spargere il terrore nella popolazione. Non altrimenti potrebbero essere definiti atti come l‘abbattimento di un aereo civile cubano il 6 ottobre 1976 o la bomba in un hotel dell’Avana che provocò nel 1997 la morte del nostro compatriota Fabio Di Celmo. Atti rivendicati senza vergogna dai capi dei gruppi terroristici di fuoriusciti cubani Orlando Bosch e Luis Posada Carriles.

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