Martedì 22 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento 23:36
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Evade il fisco per 20 euro, condannato a due anni di reclusione. Dov'è la giustizia italiana che lascia libero chi froda il fisco per milioni di euro?
Ha evaso il fisco per 20 euro, adesso rischia il carcere. Questa è la vicenda che vede come protagonista un imprenditore di Latina. L’uomo, nella dichiarazione dei redditi del 2004 ha inserito una fattura da 107,59 euro, ma considerata dalla corte inesistente.
A questo punto dunque sarebbe scattata la sottrazione al fisco dell’ Iva, dall’importo pari a 21,51 euro.

Per questa somma l’uomo poi è stato condannato a due mesi e 20 giorni di galera. Non è servito a nulla un processo: il verdetto è stato confermato anche all’ultimo grado di giudizio e l’imprenditore poi è stato condannato anche dai giudici della Cassazione che si sono accaniti sul piccolo evasore.

Adesso la pena è sospesa.

Resta il fatto che fisco e magistrati danno vita a uno stato di polizia tributaria. E anche se la pena è stata sospesa la legge prevede quattro giorni di reclusione per ogni euro di imposta evasa e anche l’addebito di tutte le spese processuali.

Questa vicenda mette luce come siano applicate pene esemplari e rigorose per piccoli evasori, invece chi froda il fisco per milioni di euro la passa liscia.

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