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L'esercito delle libertà, pochissimi militanti in protesta ad attendere Berlusconi per un saluto. Lui tace
L'esercito delle libertà non molla e davanti alla prima sentenza che ha dichiarato colpevole Silvio Berlusconi ieri ha deciso di scendere in piazza ad aspettare il leader.

Erano in 400 di fronte al suo “esercito”, ma il Cavaliere “imbavagliato” non ha parlato, ha solo salutato e ringraziato i suoi supporter. Ha duqnue evitato di rilasciare dichiarazioni, su consiglio degli avvocati.

Lo show pro Berlusconi ha visto alternarsi sul palco Iva Zanicchi, Sandro Bondi, Mario Mantovani e  Daniela Santanché, la “pitonessa” che potrebbe spaccare la maggioranza, candidata alla vicepresidenza della Camera.

I fedelissimi dell'esercito gridavano nuovi attacchi alla magistratura e soprattutto contro i giudici che lo hanno condannato al processo Ruby.
L’attesa è stata lunga, tanto che, rispetto ai 400 iniziali, l’ “esercito” si è dimezzato a tardo pomeriggio. “Non torneremo indietro di un centimetro”, ha specificato la Santanché. “Vinceremo questa guerra”, urlavano.

Mantovano ha detto la sua anche lui: “Quando Silvio chiama, il Popolo della Libertà risponde”.

“Ci basta una stretta di mano”, spiegava qualcuno mentre venivano eliminati i cartelli anti-Boccassini.
“Siamo tantissimi”, recitava lo slogan, ma erano solto un centinaio. Alla fine tutti a casa.

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