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Egitto. Dai network: "'Siamo in stato di emergenza''. Fine ultimatum si avvicina sgombero
"E' ora di farla finita con le occupazioni di Rabaa e Nahda", sono le due piazze dei sit-in dei sostenitori del presidente deposto Mohamed Morsi.
E questo è lo slogan anti-Morsi scandito sul palco di piazza Tahrir al Cairo, il simbolo della rivolta contro Mubarak e contro Morsi, affollata in modo insolito in un alternarsi di dimostrazioni di colore opposto.

L'ultimatum è scaduto: fonti militari del governo e della sicurezza dunque assicurano che mancano poche ore, subito dopo le piazze del Cairo presidiate dai Fratelli musulmani verranno sgomberate.

''Vuole dire usare mezzi militari anche pesanti, e il rischio di un bagno di sangue è chiaro''. Questo è l'allarme dato dal ministro degli Esteri, Emma Bonino. ''La situazione è quella di una attesa molto nervosa''.

Le misure di sicurezza nella capitale comunque sono state rafforzate: agenti e militari "presidiano in forze e bene armati le strade di accesso ai simboli della rivolta".

Per il blitz contro i dimostranti mobilitati in migliaia. 

''Siamo in stato di emergenza'', è il messaggio arrivato sui social-network. Dopo un'ora è tornata l'elettricità.
Era un guasto, hanno poi spiegato le autorità.

La possibilità di aprire una via al dialogo ''è legato a un filo'', ha dichiarato il ministro Bonino: ''La nostra presenza continua, ma per ora non ho motivo di credere che un qualche compromesso sia stato trovato''.

Lontano dalla capitale una lite banale si è trasformata in violenti scontri tra ultraconservatori musulmani e cristiani copti: sono almeno 15 i feriti.

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