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Scuola, italiani ritirano i propri figli. "25 bambini rom in classe. Sono troppi!". Oggi la smentita
Sono troppi i rom in classe. A partire da questa motivazione diversi genitori di bambini italiani hanno scelto di ritirare i propri figli e di trasferirli poi in una nuova scuola. 

Questo è accaduto in una scuola delle elementari di Landiona, un paesino in provincia di Novara, dove – a denunciarlo è proprio il sindaco Marisa Albertini – “abbiamo cercato di convincerli a lasciare i loro figli, ma hanno preferito portarli a Vicolungo, il Paese qui vicino”.

“I bimbi rom iscritti sono venticinque – ha poi aggiunto il primo cittadino – ma quelli che frequentano le lezioni sono molti di meno. Gli italiani, se vogliamo definirli così, sono una dozzina. Avevamo tentato di accorpare le classi con quelle di Sillavengo, altro paese della zona, per favorire una maggiore integrazione, ma non è stato possibile”.

La questione è cominciata una decina di anni fa, quando la scuola ha lanciato un appello ai genitori di bambini rom perché infatti iscrivessero i propri figli, ma la polemica è esplosa solo oggi, all’inizio di questo nuovo anno scolastico.

Di “fatto di una gravità assoluta” ha dichiarato rancesco Cavagnino, il consigliere comune di minoranza a Landiona. “Questo episodio - ha aggiunto - getta discredito su tutto il paese, ma noi non siamo razzisti”.

Oggi però i genitori e il sindaco di Landiona Marisa Albertini decidono di smentire questa notizia sui bambini ritirati da scuola perché c’erano troppi rom. In due video pubblicati sul sito di Sky Tg 24 si racconta una storia completamente diversa, fatta di integrazione e convivenza pacifica, e si spiega che i motivi del ritiro sono altri. Legati alla mancanza di una cultura della solidarietà e dell’integrazione.


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