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Crisi, bambini a scuola per mangiare. “In molti a casa non hanno cibo”. L'Acli promette colletta scolastica
L’associazione Acli denuncia una gravissima situazione a SAvona: “Ci sono bambini che il lunedì, quando tornano in mensa, a scuola, raccontano alle maestre di avere digiunato per due giorni, a casa. Non sono stranieri, ma figli di savonesi”.

Jolanda De Martini, la presidente del Coordinamento Donne Acli di Savona, lancia dunque una grido d’allarme proprio sulle pagine del quotidiano ligure Il Secolo XIX: “Ci sono bambini che il lunedì, quando tornano in mensa, a scuola, raccontano alle maestre di avere digiunato per due giorni, a casa. Non sono stranieri, ma figli di savonesi. Questa è la drammatica situazione davanti a cui ci troviamo: casi sporadici ma tristemente veri”.

Cosa significa? I geniotri non riescono più a dare da mangiare ai figli? 

Dunque l'intervento del Coordinamento Acli della cittadina ligure va verso l'attuazione di una Colletta scolastica proprio per raccogliere materiale didattico e di cancelleria, da distribuire tra le famiglie che ne hanno bisogno, al fine di alleviare i genitori da alcune delle spese necessarie.

“Da qualche anno a questa parte, ma soprattutto nella primavera scorsa, abbiamo preso atto della crescente difficoltà economica in cui si trovano i nuclei familiari – dichiara De Martini – Attraverso il nostro osservatorio, il Coordinamento Donne Acli, ma anche la Finestra di Peter Pan che presta servizio volontario agli studenti savonesi, in particolare nelle scuole di Legino, abbiamo preso atto di condizioni di povertà in forte crescita”.

E non mancano neanche casi disperati: “Le insegnanti delle scuole dell’obbligo della città – continua poi – ci hanno più volte raccontato di bambini che, in confidenza, ammettevano di non avere mangiato nei fine settimana a casa, perché non c’erano soldi per comprarne. Frasi che mai avremmo pensato di ascoltare oggi. Non si tratta di extracomunitari con situazioni particolari di disagio, bensì di savonesi: famiglie normali dove, a causa della crisi, entrambi i coniugi hanno perso il lavoro trovandosi un mutuo sulle spalle non più sostenibile”.

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