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No Tav, altro attentato in Valsusa. A fuoco un container
Presso la cava dell'Italcoge di Susa attentato: è stato bruciato un cassone che conteneva materiale plastico e hanno tentato anche di incendiare le gomme di una pala meccanica, davanti alla quale poi sono stati lasciati bossoli e lacrimogeni.
Sulla pala meccanica una scritta: 'No Tav'.

Dopo gli scontri con le forze dell'ordine e l'incendio dei mezzi di diverse imprese che lavorano nel cantiere della Tav, in campo arrivano gli amministratori della Comunità montana Valsusa e Valsangone.

"Gli amministratori della Valle di Susa - si legge in un documento - condannano ogni atto di violenza, intimidazione e vandalismo, rivolgono un appello affinche' questi non si ripetano piu' e che la protesta contro la costruzione di una nuova linea ferroviaria ad alta velocita' si svolga nei limiti e nelle forme consentite dalla legge, chiedono che sia data un'informazione corretta su queste vicende e al Governo di riaprire, con urgenza, un confronto tecnico e istituzionale anche con gli Enti locali che hanno espresso critiche all'opera".

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, commenta questo attentato No Tav.

"Delinquenti che compiono azioni terroristiche". "Stiamo collaborando con la Procura di Torino e con il procuratore Caselli perché queste minoranze violente vengano isolate. Il loro ricorso alla violenza è il segno che sono già sconfitti".

Ai sindaci della Valle che sono contrari alla Tav e chiedono la riapertura di un "confronto tecnico" il ministro dice: "Il luogo di questo confronto c'è già, l'Osservatorio sulla Torino-Lione, che ha fatto 208 incontri e audizioni. Grazie a questo confronto il tracciato venne modificato radicalmente nel 2006. Ora la vera condanna della violenza, la migliore risposta ai violenti è la realizzazione dell'opera".

Riguardo le azioni del governo per le imprese che subiscono danni economici cospicui da questi attentati, Lupi ha detto anche altro: "Ho incontrato questi imprenditori domenica scorsa a Torino e la cosa più grave che ho ascoltato è che per fare un lavoro che è loro chiesto dallo Stato queste persone mettono a rischio la famiglia, gli operai e i beni delle loro aziende".

"Lo Stato non può stare fermo. D'intesa con il ministro dell'Interno Angelino Alfano - ha aggiunto ancora Lupi - abbiamo proposto di allargare alle imprese che lavorano per opere di interesse nazionale e subiscono danni il fondo risarcimenti già previsto per le ditte vittime di attentati della criminalità organizzata".

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