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No Tav, Prc: No alle provocazioni di Stato in Valdisusa

“E' davvero sintomatica la sincronia dell'uscita del documento demenziale di due militanti delle cosiddette “nuove Br” - sia detto del tutto estranei e avulsi dal movimento No Tav - col quale si chiede al movimento di “fare un salto in avanti” e l'assurda decisione del Governo Letta-Alfano di inviare in Valdisusa altri 200 militari in aggiunta a quelli che sono già presenti in Valle. Per fare un raffronto sull'assurdità delle risposte che puntano alla militarizzazione del territorio: con l'invio del nuovo contingente in Valle ci sarà un soldato ogni 289 abitanti a fronte di 1 soldato ogni 517 abitanti in Afghanistan, nella provincia di Herat assegnata al contingente militare italiano.

Quella in corso in Valdisusa è una campagna di denigrazione e repressione di una lotta popolare condotta contro la distruzione di un territorio che fa uso strumentale dei fantasmi del terrorismo, che fa volutamente confusione tra azioni dimostrative e “attentati” di assai dubbia matrice, che ricorre a provocazioni di vario genere nel tentativo di dividere, disorientare. Una campagna senza ritegno, di falsificazioni che nulla dice della devastazione di un territorio, del verminaio di interessi affaristici, malavitosi che ruotano intorno al Tav, delle continue provocazioni e violenze rivolte contro i NoTav.

Ebbene sì: quella in atto contro il movimento NoTav assume sempre più assume le sembianze di una colossale provocazione di Stato, di uno Stato miope delle ragioni di una comunità che intende difendere il proprio territorio. Una provocazione da respingere con la partecipazione e la lotta popolare a cui Rifondazione Comunista ribadisce il proprio convinto sostegno”. 

* Segretario provinciale Prc di Torino

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