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Unione Inquilini: "Bene chiusura residence! Che sia garantita casa popolare alle famiglie"
Sono circa 1300 le famiglie che uscirebbero dai residence di Roma nei prossimi otto anni. Circa 320 le prime a svuotarne due. Tutto questo secondo la delibera approvata dalla giunta Marino che consegnerebbe 700 euro a ciascuna di esse come buono affitto più altri 5000 immediati per caparra e mobili.

Niente male, di primo acchito, verrebbe da dire se pensiamo che il comune per i residence spende ben 28.000.000/30.000.000 di euro l'anno e con questa delibera andrebbe a ridurre i costi e, perché no?, a metterli a disposizione di nuove case popolari?, o, altra possibilità, del contributo agli affitti?

Non è, tuttavia una questione così semplice. Varie sono le polemiche scaturite a seguito dell’approvazione di queste delibera. Tra queste non manca l’intervento dei Movimenti del diritto all’abitare che chiedono il ritiro della stessa.
"Le famiglie devono restare nei residence o – dichiarano – salvo l’essere spostate da casa a casa."
Secondo le ultime notizie, intanto, il primo ottobre, quando scadrà il contratto di uno dei residence in questione e da liberare, nessuna delle famiglie lascerà l'immobile.

Incontriamo Massimo Pasquini, dell’Unione Inquilini Roma

Come accoglie l’Unione Inquilini questa delibera?
La delibera è positiva a nostro avviso. Dopodiché è chiaro che è utile, ma non deve assolutamente servire al Comune per liberarsi dell’onere delle famiglie che vivono nei residence.

Verso quali rischi si potrà inciampare, dunque?
Uno, per esempio, è che queste famiglie nel ricevere il contributo affitto e 5000 euro possano essere estromesse dalla graduatoria delle case popolari perché avranno contratti con un’altra casa.

Ma non sarà così semplice. Le famiglie che sono nei residence hanno contratti in essere…
Esattamente, il Comune non può rischiare di pagare penali, quindi tirerebbe fuori quelle a cui per prima il contratto è in chiusura. Partiranno con due residence.

Quali sarebbero dunque le condizioni ideali perché questa delibera tuteli queste famiglie?
Le famiglie devono vedere tutte garantito e mantenuto il dirotto ad avere la casa popolare. Nel frattempo, mentre vengono messe in altre abitazioni con 700 euro di contributo andrebbero costruite case popolari. E’ necessario che il sostegno economico sia valido per tutta la durata del contratto, qualsiasi esso sia e che i contratti siano a canone agevolato così da favorire inquilini/proprietari.
A quali case farebbero riferimento le famiglie che usciranno dai residence? Il comune dovrebbe far riferimento alle case degli enti per reperire alloggi a canone agevolato. Dovrebbe aiutare le famiglie, mediare con gli enti, ex ipab…

E i soldi che avanzerebbero dai quei 30.000.000 spesi per i residence?
Il comune risparmierebbe e con quei soldi dovrebbe occuparsi di costruire case popolari e pensare anche al contributo agli affitti.
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