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Aveva un blog "tantovincoio". Morta la "guerriera" che ha condiviso il suo tumore su facebook con 5000 persone
E' morta da pochi giorni a causa di un tumore al colon. Si tratta di Federica cardia, di 31 anni.
Vien da dire, oggi, che la storia di Federica sarebbe stata poco diversa da quelle di tutte le persone vittime di un tumore e che molto spesso vanno via in silenzio, dopo aver affrontato chemio, radio, dopo essere state da un ospedale all'altro, e molto spesso vivendo il proprio dramma senza parlarne con nessuno.
Qualcuno per vergogna, altri per incapacità, spesso perché la vita porta ad andare avanti così, senza fermarsi a condividere, a capire che il nostro dolore non è unico e solo, ma quello di molti altri come noi.

Federica, grazie al suo coraggio e alla sua forza, ha avuto un'altra stoira. Si è concessa con generosità e, chissà, anche per il forte desiderio di farcela e di consividere la sua battaglia, "agli schermi" di un blog, di facebook, dove raccontava il suo tumore, le sue giornate, le sue paure, la sua voglia di farcela, le lunghe degenze in ospedale.
Federica che su facebook nella pagina tanto vinco io, era seguita da più di 5000 utenti presenti a confortarla, riempendola di parole di affetto, trasmettendole la forza di cui aveva bisogno.

Cos'è stata dunque, quella di Francesca, una battaglia comune?

"Ci hai insegnato la lotta, Federica, a non mollare, mai. Di te, del tuo sorriso coraggioso, resterà questo: il ricordo di una vita che non è stata sprecata". Sono queste oggi le parole con cui è stata ricordata dai colleghi di cagliari.globalsit.

Federica ha chiesto aiuto dal 2011, appena le era stata diagnosticata la malattia. "Nell’aprile del 2011 mi è stato diagnosticato un tumore al colon al quarto stadio e da allora la mia vita è cambiata per sempre. Ho affrontato mesi e mesi di terapie devastanti e due complicatissimi interventi chirurgici, ma ancora non riesco a uscire da questo infinito tunnel. La mia patologia si chiama carcinosi peritoneale: si tratta di una diffusione incontrollata di cellule tumorali (nel mio caso originate dal colon) nelle pareti del peritoneo, con formazione di noduli difficilmente controllabili perché, a causa della scarsa vascolarizzazione di questa parte del corpo, i classici chemioterapici riescono a penetrare poco e male. Purtroppo al momento la situazione si è complicata ulteriormente: l’ultimo chirurgo consultato a Milano si è rifiutato di intervenire, poiché la malattia sembra essersi diffusa a tutti i quadranti dell’addome"

Avrebbe dovuto iniziare una nuova chemioterapia e sperimentare anche nuovi protocolli farmaceutici. La mancanza di soldi poiché hanno spinto Federica a chiedere aiuto con il suo sito internet a medici e oncologi.

A giugno su facebook, il 18, aveva scritto ai suoi lettori/amici "Scusate se scrivo solo oggi, ma ieri ė stata una giornata lunga e faticosa. Alla fine hanno deciso di non operare, per il momento. Ieri ho fatto altri esami, tra cui una gastroscopia, che ha messo in evidenza una situazione migliore del previsto (!): in pratica il blocco che era stato individuato ė solo un parziale restringimento dell'ansa che rende difficoltoso il passaggio. Non se ne conosce la natura, ma internamente non ci sono segni di masse tumorali. E allora, per evitare un intervento chirurgico su un fisico già debilitato come il mio, proveremo a percorrere un'altra strada: inserire un "cilindro", una specie di protesi, all'altezza del restringimento in modo da ripristinare il passaggio. Il tutto senza intervento chirurgico ma dalla bocca in sedazione profonda. Poi in seguito, quando la situazione e i valori torneranno alla normalità, si rivaluterà l'intervento. Non ė detto che la strategia funzioni, ma intanto ci proviamo. Prossimi step: tac con contrasto, inserimento protesi, monitoraggio. I dolori vanno meglio, ma che stanchezza! Vi abbraccio!"

Poi silenzio, fino a pochi giorni fa quando si è riaffacciata con nuove parole: "Tre mesi e più di ospedale (non continuativi, ma più o meno siamo lì) tra alti e bassi, interventi chirurgici e tanta, troppa stanchezza. Spero di darvi buone notizie nelle prossime settimane, per ora buonanotte!".
Per ora buonanotte, ma poi, dopo solo due giorni Federica se ne è andata.

A leggere la sua pagina facebook ci sarebbe da aprire un'interessante discussione sulla capacità di questa giovane donna di fare del suo dolore una battaglia collettiva, ma non solo. Su Facebook la seguivano, le scrivevano, la sua pare sia stata recepita come una vera lezione di vita, di forza. Bisognerebbe imparare dall'esperienza di Federica a potersi concedere di vivere il dolore condividendolo per permettere alle persone di non restare chiuse e sole nella disperazione in cui spesso il dolore risucchia l'uomo.

A maggio 2013 Federica Cardia ha vinto il "Premio 1% in più che fa la differenza" proprio per il suo modo di affrontare la malattia.
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