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Lampedusa, strage del 3 ottobre, contestazioni contro Boldrini, Mogherini e Schulz
"Verità sul 3 ottobre", "Lampedusa caserma a cielo aperto", "falsa accoglienza vero affare di Stato", “vergogna, vergogna”. Sono questi alcuni dei cartelli che hanno accolto questa mattina politici e rappresentanti delle istituzioni giunti nell’isola per la commemorazione della strage del 3 ottobre 2013 quando morirono 368 immigrati. Davanti l’aeroporto e fin dentro la sala dove si è tenuto il convegno con il presidente della Camera, Laura Boldrini, il ministro degli Esteri Federica Mogherini e Martin Schulz si è assistito a una contestazione continua, sia da parte della popolazione, sia da parte dei rappresentanti delle associazioni, sia,infine, da parte di chi quel giorno l’ha scampata per un soffio.
Non solo, chiari segnali di protesta sono arrivati anche dai soccorritori, che hanno definito "farsa" le cerimonie organizzate per l'anniversario della strage e annunciato che diserteranno le commemorazioni previste per oggi. Tra loro c'è Vito Fiorino, il proprietario del peschereccio che si trovava a poche decine di metri di distanza dal luogo della strage. Ha affisso una lettera nel suo bar indirizzata al sindaco Giusi Nicolini. "In occasione dell'anniversario io sottoscritto Vito Fiorino, personalmente e in nome delle sette persone che si sono prodigate al salvataggio di 47 vite umane rifiuto espressamente di partecipare a qualsiasi cerimonia organizzata dal Comune di Lampedusa". Per Fiorino, che non parteciperà neppure al Festival Sabir "non ha senso fare un festiva sui morti con le solite passerelle".
"Ricordiamo tutte queste persone che sono morte in un modo atroce – scrive il segretario del Prc Paolo Ferrero - scappando da fame guerre e povertà. Anche in nome loro diciamo che il governo e l'Europa devono cambiare radicalmente le politiche che riguardano i migranti: basta all'Europa-fortezza, dobbiamo garantire pienamente l'accoglienza e il rispetto dei diritti umani, aprendo corridoi umanitari per chi - ricordiamolo - non ha scelta e fugge dal proprio Paese semplicemente per sopravvivere. No alle lacrime di coccodrillo che oggi verseranno tutti i politici delle destre razziste e xenofobe che alimentano quotidianamente una cultura che discrimina e che vede nelle persone che arrivano sulle nostre coste dei nemici e non delle persone, appunto".
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