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Roma, tra i senza casa della Montagnola. "Pasqua al freddo. Solidarietà bene primario"
Pasqua al freddo per i duecento senza casa che pochi giorni fa sono stati cacciati dallo stabile ex-Istat della Montagnola a Roma. Hanno preso le loro valige e si sono sistemati nel parcheggio dell’VIII Municipio. Controlacrisi ha intervistato Claudio, un compagno tra i tanti che in questi giorni hanno portato una solidarietà concreta alle famiglie.

Qual è la situazione?

La situazione non è delle migliori perché fa freddo e c’è stata anche la pioggia.La gente è accampata nel piazza davanti al Municipio. Stiamo cercando di mettere al sicuro donne e bambini. Un campo per cucinare e per la prima assistenza. C’è stata solidarietà da parte dei cittadini e un po’ di volontari del Comune e della protezione civile, che hanno portato coperte termiche. Solidarietà anche da parte di altre occupazioni. Tanta gente che ha portato generi di prima necessità.

Qual è il vostro programma di lotta?
Staremo qui per pasqua e pasquetta. Cercheremo di fare qualcosa tipo animazione. Speriamo che il tempo regga. Un appello che facciamo a tutti quelli che capiscono la gravità di quello che sta accadendo. Far sentire la propria voce. Tanta gente ha già detto che verrà. Non abbiamo nessuna intenzione di intralciare l’operatività del Municipio. Quando riapriranno gli uffici faremo la nostra parte.

Quali sviluppi quindi?
Gli sviluppi dipenderanno dalle controparti e dalla politica che deve dare una risposta e anche chiara. Una volta, almeno i sindacati si presentavano. Oggi c’è una latitanza totale. L’unica presenza delle istituzioni sono i signori in divisa e anche qualcuno in borghese, sempre della polizia ovviamente. Quello che aspettiamo è qualcos’altro altrimenti non riusciamo a capire qual è il ruolo della politica. Non dovrebbe essere quello di dare una risposta ai problemi reali? Questa è una emergenza nazionale, altro che il Ponte sullo stretto o la Tav. E loro ci dicono che invece ci sono altre priorità. Sempre così ci hanno risposto. Chiunque qui potrebbe raccontare una storia del genere

Il dramma della casa sembra essere stato appaltato alle forze dell’ordine.
Roma è sempre stata in mano ai palazzinari, dai tempi di Andreotti. Queste famiglie vengono dalla Montagnola gli uffici ospitavano impiegati che sono stati destinati ad un nuovo edificio. Il palazzo era stato preso in affitto dalla pubblica amministrazione da un privato. Il palazzo ora è in decadenza perché a nessuno venga in mente di ritornarci. E’ questa la loro politica. Vogliamo parlare della famiglia Armellini? Sono stati inquisiti con l’accusa di aver nascosto appartamenti al fisco. Roma ha una emergenza abitativa più alta d’Europa. L’affitto viaggia intorno ai mille euro al mese. La gente nemmeno li prende mille euro al mese. Ci sono dieci case sfitte su un bisogno che è di tre. Quindi non c’è da costruire ancora. Era passata una delibera regionale che parlava di venire incontro a questa esigenza. Da quando c’è Renzi si è fermato tutto. E’ aumentata la repressione in compenso. C’è un problema sociale che andrà sempre peggio. Una vera e propria bomba ad orologeria. C’è una volontà politica ben chiara, quella di difendere la proprietà privata. Addirittura vogliono limitare il diritto di manifestare. Spero che tutti si facciano sentire e diano il loro sostegno.

Cosa è successo con Renzi?
Il colpo di grazia è arrivato con la legge Renzi-Lupi che mette fuori legge qualsiasi occupazione, anche quelle storiche. Non c’è nemmeno il diritto alla residenza dove c’è una occupazione,né all’acqua né alla luce. Si sta creando una situazione pesantissima. E questo, nonostante il referendum.
L’altro giorno avete dovuto sostenere un confronto duro con la polizia. Come stanno i feriti?
Una donna ha avuto una gamba rotta. Tra l’altro, tra i feriti c’era una donna incinta. Molti compagni con la testa rotta. Molte persone non si sono fatte medicare. E sono rimaste a far sentire la loro solidarietà. E’stata così violenta perché sapevano che lì c’era un supporto. E quindi volevano spazzare via quella protezione dei movimenti per l’abitare. Sanno che senza questo cordone a Roma il problema delle occupazioni lo risolverebbero in pochi minuti.

E’ chiaro che non si può continuare così. C’è bisogno di solidarietà e di nuove connessioni…
Parlo a livello personale. Intanto questa storia della Montagnola anche se cercheranno di metterla sotto traccia una risonanza ce l’ha avuta. Dalle altre città c’è stata solidarietà. Noi ci siamo ed è sotto gli occhi di tutti che stiamo sulle strade e sulle piazze. L’appello siamo noi che lo facciamo agli altri. Non è solo il problema della casa ma anche della sanità, la scuola, i trasporti pubblici. Abbiamo fatto grossi passi per uscire dall’autoreferenzialità. E c’è stato il 19 ottobre dello scorso anno che lo racconta, una unica grande opera,casa e reddito per tutti. Noi siamo qui. Vediamo questa esperienza quanta solidarietà riuscirà ad attrarre. Ora sta agli altri.

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