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Roma, se l'imprenditoria giovanile viene schiacciata dai poteri forti del quartiere. Una raccolta firma per sostenere l'attività estiva
Un profilo facebook con 3337 contatti, un'attività quotidiana sul social network così attiva e determinata da uno scambio vivo tra gestori e clienti da far invidia ai locali più radical chic della capitale. E' questa la realtà del Sessantotto Montesacro, un pub del quartiere da tre anni attivo in inverno in via di Montesacro, 4 e che lo scorso anno ha aperto la stagione estiva del locale e, del quartiere, nell'area di prato che precede il ponte Nomentano.

Un'area che la scorsa stagione estiva ha avuto il pregio di saper accogliere persone di età, idee politiche, quotidianità molto diverse tra loro, eppure con cura e attenzione la capacità dei gestori è stata doppia: non solo far rivivere una zona, il quartiere Montesacro, ma soprattutto sfruttare quest’area nel modo migliore possibile, unendo la professionalità all’umanità, e alla capacità di far esistere questo posto facendo sentire quelli che potevano essere semplici clienti, dei “familiari”.

Il Sessantottoarprato - con questo nome  è noto nella sua versione estiva - è infatti un posto che ha unito e riunito grandi, piccoli, famiglie, giovani, studenti, tutti nella stessa area, negli stessi momenti, e tutti ci stavano bene. Tutti e tutti insieme. Un luogo che quest'estate avrebbe anche aumentato la sua programmazione culturale.

Eppure quest’anno, per la stagione estiva, pare stiano negando la possibilità di riaprirlo, nonostante i gestori lo scorso anno non abbiano mai ricevuto né un esposto, né lamentele…

Cosa sta succedendo? A quanto pare il Municipio non cederà loro lo spazio, ma poche e poco chiare le risposte.
Più chiara è invece la risposta dei clienti e dei frequentatori del locale che non ci stanno.

A prova di questo, proprio oggi, hanno creato un hashtag in rivolta:#arpratononsitocca e un gruppo su facebbok, Io sto col Sessantotto, che da questa mattina ha già raggiiunto più di 1500 contatti. Tutti pronti a sostenere il locale e a protestare per il mancato permesso di apertura.

Lo scopo della pagina, secondo le dichiarazione dei gesotri del locale è "E' AVERE RISPOSTE, ESSERE IN TANTI, CAPIRE PERCHE' PER UNA SCELTA POLITICA SI IMPEDISCE ALLA GENTE DEL QUARTIERE DI GODERE DI UN POSTO A CUI TENIAMO COME CASA". Un posto, va sottolineato, in cui quattro fratelli - in tempi di crisi - hanno messo su un'attività imprenditoriale, non solo rivalutando un'area trascurata, ma dando lavoro ad altri giovani.

Anche da qui nasce la solidarietà e la rabbia dei clienti del locale.

Da ricordare è anche la dichiarazione che si può leggere sulla pagina facebook del locale: "Non è facile trovare le parole ma dobbiamo farlo e dirvi quello che non avremmo mai voluto: Quest'estate NON ci sarà il Sessantotto Arprato.
Ovviamente il motivo non riguarda assolutamente la nostra volontà e, onestamente, dopo nove lunghi mesi di chiacchiere in cerca di una soluzione, oggi non possiamo che arrenderci al volere del nostro municipio, prenderne atto e rispettarne le decisioni.
Poco utile dirvi che non condividiamo questa scelta per tantissimi motivi, tra cui proprio la mancanza di un vero e proprio motivo, o che siamo convinti che stare in quel prato sia un diritto nostro, vostro e di tutto il quartiere.
Oggi dobbiamo concentrare tutte le nostre energie per la ricerca di un'altra area sulla quale progettare seriamente un'estate insieme e, visti i tempi cortissimi, la cosa sembra quasi impossibile.
Ma ci proveremo, come pazzi, come sempre, è una promessa!

Perché il Sessantotto è disposto a ripulire un parco abbandonato da trent'anni, raccogliere migliaia di siringhe, renderlo accogliente e pulito,
è disposto a farlo a proprie spese, rischiando in proprio, è in grado di far stare BENE in quel parco migliaia di persone, di non prendere nemmeno una multa di nessun genere, è disposto a trovare nuove idee, a sudare, a lavorare ogni sera, ad ascoltare tutti e valutare ogni iniziativa...
Ma di certo, il Sessantotto non pregherà mai nessuno per far questo se avverte che proprio questo non sia ben voluto.

Questo vi dovevamo, in cambio chiediamo nei vostri eventuali commenti, l'educazione ed il rispetto verso chiunque, caratteristica che da sempre ci e vi rappresenta".

E ancora ricordiamo le dichiarazioni di Francesco, dell'assocaizone culturale: “Un luogo che è divenuto la casa estiva di molti. La scorsa estate abbiamo ricevuto 46 controlli in 86 giorni e nemmeno un verbale. Dopo nove lunghi mesi di chiacchiere in cerca di una soluzione - aggiunge -  oggi non possiamo che arrenderci al volere del nostro Municipio, prenderne atto e rispettarne le decisioni. Poco utile dirvi che non condividiamo questa scelta per tantissimi motivi, tra cui proprio la mancanza di un vero e proprio motivo, o che siamo convinti che stare in quel prato sia un diritto nostro, vostro e di tutto il quartiere”

Al momento, in attesa di qualche risposta concreta, ai numerosi amatori di questo locale non resta che recarsi al locale dove sta avvendendo la RACCOLTA FIRME PER L'APERTURA DEL SESSANTOTTO ARPRATO. Servono almeno 500 firme che stanno raccogliendo al Sessantotto in via Montesacro 4.

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