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"La Cavallerizza di Torino non diventerà mai un parcheggio. La lotta continua". Intervista a uno degli occupanti
Johnny, occupante della Cavallerizza ci racconta la situazione dello storico complesso architettonico patrimonio dell’umanità dell’Unesco e che da diverso tempo è sotto le mire del Comune che intende da tempo venderlo a privati e il cui incendio pare abbia accelerato e non frenato tale processo di svendita. Non tutti i cittadini però sono d’accordo sui progetti del Comune e alcuni di essi da maggio occupano il complesso organizzandosi come “Assemblea Cavallerizza 14:45”.

I telegiornali nazionali non avevano diffuso la notizia che la Cavallerizza fosse occupata, i media non hanno dato tanto risalto a tale notizia. Cosa è successo?
In parole povere questo posto prima era un teatro ed è caduto in disuso per diversi anni, anni in cui il Comune ha pensato di riutilizzarlo in qualche modo, essendo in pieno centro, ad un certo punto però il sindaco ha deciso di vendere questo complesso a dei privati. Questi probabili acquirenti vorrebbero trasformare questo posto in un posteggio sotterraneo, ciò implicherebbe sradicare gli alberi secolari qui presenti e danneggiare l’edificio. Noi non vogliamo che il complesso sia venduto e soprattutto che sia venduto per poter essere di fatto distrutto.

Il Comune come ha risposto all’occupazione?
Il Comune subito si è dimostrato contrario, pensavano stessimo costituendo solo l’ennesimo centro sociale. Noi invece teniamo veramente alla conservazione di questo posto e al suo scopo culturale. Avevamo raggiunto un accordo con la Sovrintendenza per quanto riguardava la custodia dei giardini ma poi è stata scavalcata dal Comune. I giornali hanno parlato di noi ma molto tra le righe e sicuramente non nei titoli. I media hanno iniziato a parlare di noi dopo l’incendio, descrivendo come se non ci fossimo stati noi l’incendio sarebbe andato avanti.

Quali eventi organizzate come spazio occupato?
Al momento organizziamo un cineforum, numerose jam session, abbiamo diversi laboratori di danza, giocoleria nonché spettacoli di teatro. Occasionalmente organizziamo anche serate con dj set e alle volte ospitiamo assemblee di varie associazioni.

Avete dei progetti per la Cavallerizza? Cosa dovrebbe diventare secondo voi?
Noi vogliamo che questo posto diventi un polo della cultura contro la speculazione vigente riguardante i beni artistici. Questo mese ci sarà la Conferenza nazionale dell'Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane e le decisioni che saranno prese saranno tutte legate ad un fattore meramente economico. Noi vogliamo far vedere che la cultura non va valutata e gestita solo dal punto di vista delle entrate e uscite di denaro.

Avete qualche idea di chi sia stato a scatenare l’incendio del 30 agosto?
Non abbiamo idee che possono essere provate. Le uniche testimonianze che abbiamo avuto parlano di un signore vestito bene che si aggirava nei paraggi... Abbiamo moltissimi sospetti... Sicuramente qualcuno ne ha tratto profitto, basti vedere cosa è successo il giorno dopo, quando arriva il sindaco Fassino, manda via quelli del Circolo Beni Demaniali e parla di “messa in sicurezza” favorendo indirettamente le pratiche di sgombero dell’edificio nonché la futura probabile vendita del complesso.
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