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Parigi. Attentato al Charlie Hebdo: il bilancio sale a 12 morti. Assalitori in fuga. Prc: "Atto barbaro e vigliacco"
Due, o forse tre, i membri del commando vestiti di nero che gridando “vendichiamo il profeta” hanno fatto irruzione nell’edificio dove ha sede il giornale satirico francese, noto per l’ironia caustica e provocatoria con cui attaccava politici, gruppi religiosi e fondamentalisti islamici.
Sarebbero stati esplosi almeno trenta colpi dagli uomini incappucciati e armati di kalashnikov, provocando, fino ad ora, 12 morti, tra cui due poliziotti, e 5 feriti gravi. Tra i morti risultano firme importanti del giornale, nonché il direttore stesso, Stephane Charbonnier.

Il settimanale francese è sempre stato al centro di aspre polemiche tra occidente e mondo islamico per la pubblicazione di caricature del profeta Maometto, tra cui una in particolare che raffigurava un Maometto nudo disteso su un letto, che ripete la battuta cult di Brigitte Bardot al regista che la inquadra: “E il sedere? Ti piace il mio sedere?”.

Intanto i sostenitori dell’ISIS esultano sui social network, nonostante non ci sia stata ancora una rivendicazione ufficiale. Così uno dei tanti tweet comparsi in rete: “Sono finiti per sempre i tempi in cui agli insulti all’Islam in Europa si rispondeva solo con manifestazioni di condanna da milioni di persone”

Dagli ultimi elementi che giungono da Parigi, pare che gli attentatori stiano fuggendo verso nordest, e abbiano abbandonato la macchina per strada nel 19/o Arrondissement di Parigi. Secondo altri media online, gli uomini in fuga avrebbero assalito un altro automobilista in quell’area.

Di seguito il commento ai fatti di Paolo Ferrero segretario di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea:
«L'attentato terroristico contro il settimanale satirico Charlie Hebdo é un atto barbaro e vigliacco che condanniamo nel modo più assoluto. 
Nell'esprimere il nostro cordoglio per i giornalisti uccisi e la nostra solidarietà a chi ogni giorno pratica e difende la libertà di stampa, di parola e di satira, diciamo con forza che la barbarie integralista dell'Isis va fermata e se questo non è stato fatto è a causa dei gravi e pesanti appoggi di cui l'Isis gode tra vari alleati dell'occidente, come Arabia Saudita e Qatar. Si colpiscano i centri di reclutamento e le centrali di finanziamento e l'Isis si sgonfierà rapidamente. Parallelamente è assolutamente necessario che il Pkk Kurdo, che fronteggia gli integralisti con le armi in mano, combattendo l'Isis a Kobane, sia tolto dalla lista delle organizzazioni terroristiche. L'Isis è forte perchè gli amici degli occidentali la finanziano e perchè chi combatte l'Isis - come il Pkk - viene considerato dagli occidentali una organizzazione terroristica. Questa politica va rovesciata per sconfiggere l'Isis e la barbarie che rappresenta».

 

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