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Roma "giubilante" vieta i cortei. A farne le spese è Usb. Niet al corteo per lo sciopero del 20 novembre. Solidarietà Prc cittadino
Il 20 novembre in occasione dello sciopero generale del lavoro pubblico promosso da USB contro la Legge di stabilità 2016 era previsto un corteo. Il corteo è stato vietato dalla questura, in relazione al "regime speciale" introdotto con il Giubileo. 

Era già successo il 2 ottobre, quando a scendere in piazza erano i lavoratori dei servizi pubblici, a fianco dei movimenti e delle realtà sociali della città; alla fine comunque la Questura e il Prefetto, "che è il vero ispiratore di questa politica di limitazione degli spazi democratici", come si legge in un comunicato del Prc, hanno dovuto fare un passo indietro.

L'ordinanza di divieto, utilizza una direttiva del 2009 della Prefettura di Roma, riconfermata nel giugno scorso, frutto di un accordo con le forze politiche e sindacali della Capitale, "ovviamente senza e contro i movimenti sindacali e sociali conflittuali e di classe", sottolinea un comunicato Usb. "Essa fa intravvedere la eventualità di incidenti tra i manifestanti e gli automobilisti, i commercianti, addirittura i turisti a cui sarebbe leso il diritto alla mobilità e allo shopping",continua il comunicato. "È solo sulla scorta di questi ipotetici problemi all'ordine e alla sicurezza pubblica che la questura di Roma ha potuto motivare il divieto, trovando così l'argomentazione che, a suo dire, farebbe scattare l'unica prescrizione prevista dalla carta Costituzionale che dice che si possono impedire manifestazioni solo per problemi legati all'ordine e alla sicurezza pubblica", conclude Usb.

Il divieto arriva, osserva Usb, proprio mentre diventa Legge "il decreto Colosseo" e a Roma si insedia l'ennesimo Commissario di provenienza prefettizia a sostituire lo sfiduciato sindaco Marino. Questa della sostituzione della politica con gli apparati di polizia "sta diventando una prassi sempre più utilizzata nel nostro Paese e sarebbe il caso di ragionarci sopra, sgomberando il campo dalla nebbia fitta prodotta dall'indignazione, giusta e legittima, della gente per il dilagare del malaffare politico che rischia di coprire però, quanto inconsapevolmente non si sa, operazioni che sanno di stretta autoritaria e repressiva in cui ci stanno pure i divieti a manifestare durante uno sciopero sindacale",aggiunge Usb. 

Il Prc, per bocca del segretario romano Claudio Ursella, ha espresso sostegno "alla legittima richiesta di manifestare dell'Unione Sindacale di Base, e nel garantire la nostra presenza al fianco dei lavoratori in sciopero, esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per la strategia di limitazione di agibilità degli spazi democratici, che sembra prevalere da parte dei responsabili, non eletti, del'amministrazione cittadina". "Mentre la città si prepara a decidere attraverso il voto quale sarà il suo futuro governo - continua Ursella - invece di favorire la partecipazione politica e la dialettica democratica, garantendo la libertà di manifestare, il Prefetto Gabrielli, sembra solo interessato a garantire l'immagine di una "città vetrina", nascondendo ogni espressione di dissenso e ogni manifestazione di malessere sociale".
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