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Casale Falchetti, oggi pomeriggio l'assemblea di risposta all'intimazione di sgombero da parte di Tronca
“ Rilascio bonario e immediato dell’immobile libero da cose e persone”, recita così la lettera recapitata dal dipartimento Patrimonio di Roma Capitale, in cui si invita a lasciare il Casale entro il 31 dicembre, riconsegnandone le chiavi. Immediata la reazione degli animatori della struttura che per oggi alle 18 hanno organizzato una assemblea pubblica presso l’ex Casale Falchetti in Viale della Primavera 319/b.

La delibera 140/14 voluta dalla giunta di “sinistra” dell’ex sindaco Marino colpisce ancora, come già avvenuto in questi ultimi mesi per molte altre realtà associative ed è la volta di una realtà ormai storica e consolidata come quella del Laboratorio Sociale 100celle all’interno dell’ex casale Falchetti .

Una delibera voluta per “Riordinare il patrimonio pubblico”, ma che in realtà ad avviso dei militanti del centro sociale “risponde da una parte all’esigenza della politica di ridarsi una facciata di legalità dopo le numerose e note vicende di corruzione e dall’altra anche alle indicazioni dell’Europa su privatizzazione dei servizi e gestione del patrimonio, puntando in modo evidente a ricavare il massimo del profitto orientandone la concessione più verso l’impresa che verso il sociale”.

Il “Casale” ricorda al Commissario Tronca di lasciare “alla politica che verrà il compito di gestire certi processi e alla società civile, attraverso le sue espressioni più sane, la possibilità di interloquire con essi”. “Oggi si affianca di fatto pericolosamente la via burocratica- amministrativa a – si legge in un comunicato - quella più classica repressiva, già in atto da tempo su molte realtà di vecchia e nuova aggregazione. Si avanzano richieste spropositate di denaro a realtà No-profit che, proprio per la loro stessa natura, non saranno mai in grado di soddisfare”. “Noi come realtà sociale e come parte del movimento degli spazi autogestiti e dell’associazionismo – continua - pensiamo fortemente di essere a credito e non in debito da parte dell’ente locale, di aver diritto ad un forte indennizzo per il lavoro svolto all’interno della città e in particolare delle periferie, primo fra tutti la conservazione degli spazi acquisiti che non lasceremo certamente in modo “bonario”.
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