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Un mese di sospensione al prof che tolse il crocefisso. Solidarietà dei Cobas
Un mese di sospensione per il professor Francesco Coppoli, il docente di un istituto di Terni che tolse dall'aula il crocifisso. Il provvedimento è stato firmato dal dirigente Domenico Peruzzo a qualche mese dal fatto. I Cobas della scuola, che da sempre hanno appoggiato la sua battaglia esprimono solidarietà e definiscono la decisione ''di stampo inquisitoriale''.
Il provvedimento, secondo i Cobas, “conferma che in Italia è ancora vietato rivendicare la separazione tra Stato e chiesa e spazi educativi senza simboli religiosi. Continua la crociata integralista, discriminatoria e diseducativa, di quelli che pretendono di imporre la connotazione religiosa delle aule scolastiche pubbliche, nonostante non esista alcuna legge o regolamento che impongano la presenza del crocefisso nelle aule”. La motivazione per un provvedimento disciplinare “così grave” è che togliere un crocefisso è “una violazione dei doveri connessi alla posizione lavorativa cui deve essere improntata l’azione e la condotta di un docente”. “Ma ai sensi di quale legge? Di quali doveri si parla? – si chiedono i Cobas -. I pubblici dipendenti non sono servi che obbediscono ai presidi-padroni, ma alle leggi: e non esiste alcuna norma che imponga la presenza del crocefisso”. Tra l’altro a dicembre a Trieste, il prof. Davide Zotti, ricordano i Cobas, per lo stesso comportamento, è stato sanzionato con una semplice censura dall’USR Friuli. “Forse l’USR umbra pensa di essere ancora sotto lo stato pontificio! E’ stato il fascismo a collocare nelle scuole e nei tribunali i crocefissi: ma pensavamo che il clericofascismo fosse relegato al passato, anche perché negli ultimi tempi la Corte di Cassazione ha giudicato la presenza dei crocifissi nelle scuole incompatibile con il principio di laicità dello Stato (Cassazione penale, sentenza Montagnana) e lesiva dei diritti di coscienza del pubblico impiegato, al punto da giustificare l'autodifesa del lavoratore (Cassazione civile, sentenza Tosti)”. I Cobas esprimono la loro totale solidarietà - insieme all’appoggio in ogni sede, a cominciare da quella legale, “per contestare l’iniquo provvedimento - con la battaglia civile dei docenti Franco Coppoli e Davide Zotti e del giudice Luigi Tosti, contro la presenza del crocefisso nelle scuole e nei pubblici uffici, affinché si realizzi pienamente la distinzione tra Stato e chiesa e gli ambienti formativi siano liberi da qualsiasi simbolo religioso e da qualsiasi arroganza integralista”.
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