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Israele libera dopo 56 giorni di sciopero della fame uno dei tanti palestinesi in detenzione amministrativa
Israele ha deciso di liberare il detenuto palestinese Khader Adnan*, che per protesta era da 56 giorni in sciopero della fame. L’annuncio è arrivato dal suo difensore e dall'associazione Palestinian Prisoners Club. Adnan, 37 anni, era in carcere in regime di detenzione amministrativa, che consente la reclusione senza specifiche accuse per un periodo di sei mesi, rinnovabile indefinitamente. Era stato arrestato un anno, poco dopo il rapimento e l'uccisione di tre israeliani. Gia' nel 2012, in occasione di un precedente arresto, Adnan aveva digiugnato per 66 giorni prima di ottenere la scarcerazione. La sua vicenda era seguita con molta apprensione nei territori palestinesi, nel timore che potesse morire in qualsiasi momento a causa del digiuno. L'uomo ha deciso di interrompere la sua protesta la scorsa notte, dopo che le autorita' israeliane hanno fissato il ruo rilascio per il prossimo 12 luglio, ha affermato il suo legale, Jawad Boulos. Adnan e' stato trasferito in un ospedale israeliano per riprendere l'alimentazione sotto controllo medico.
Venerdì, centinaia di Palestinesi avevano marciato attraverso il complesso di al-Aqsa a sostegno di Adnan, al suo 53° giorno di sciopero della fame.
I manifestanti si sono diretti verso la Cupola della Roccia, cantando slogan e chiedendo l’immediato rilascio di Adnan, divenuto il simbolo dei detenuti amministrativi, senza accuse e senza processo, vittima dell’ingiustizia israeliana.
Lo sciopero è una protesta contro la detenzione amministrativa, con la quale i detenuti sono trattenuti ad oltranza senza accuse o processi. Israele ha imprigionato migliaia di palestinesi durante gli anni con questo tipo di procedura, per periodi che vanno da alcuni mesi a diversi anni.
Il più alto numero di detenzioni amministrative è avvenuto durante la prima Intifada, nel 1989, quando ha raggiunto i 2000 prigionieri.
Il movimento del Jihad islamico, a cui Adnan è affiliato, ha dichiarato venerdì che se il prigioniero fosse morte in carcere, il cessate-il-fuoco stipulato con Israele ad agosto del 2014, dopo 51 giorni di offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza, sarebbe stato a rischio.

*foto tratta da Infopal
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