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Lucca antifascista in piazza contro la teppaglia di destra e le coperture politiche che riceve
Lucca di nuovo al centro delle cronache per le violenze ed intimidazioni fasciste. Nella notte del 15 Luglio la sede di associazioni e collettivi studenteschi e giovanili presso la scuola media di Sant'anna è stata devastata dai soliti noti che hanno lasciato la loro firma:una svastica. Semidistrutti i locali, l'ennesima provocazione da parte di una estrema destra che periodicamente aggredisce e devasta gli spazi di sinistra. Ma ancora una volta la reazione democratica e antifascista non è tardata e oltre 300 manifestanti ieri pomeriggio hanno affollato il centro storico conquistando con una lunga trattativa il passaggio nella centralissima via Fillungo che la questura aveva inizialmente escluso dal passaggio di un corteo composto in prevalenza da giovani

Presenti anche esponenti di Rc, “Cttà in comune” di Pisa, Pcl e dei cobas che hanno denunciato episodi che continuano incontrastati, perchè trovano appoggi e coperture: non è casuale che molti convegni e iniziative dell’estrema destra siano finanziati e patrocinati con soldi pubblici, i quali vengono lesinati o negati ad associazioni che operano sul territorio con progetti sociali e di integrazione tra migranti e popolazione locale.

Ma al di là della specificità del caso lucchese e delle relative coperture e connivenze politiche, in questi giorni da “Fratelli d'Italia” alla “Lega Nord”, da “Forza Nuova” a “Casapound”, a numerosi sindaci di destra, si fa a gara a soffiare sul fuoco della paura del migrante, del profugo, dell’esule da Paesi totalitari.
La paura alimenta falsi scenari, per esempio quello che il territorio italiano sarebbe invaso dai migranti, mentre, statistiche alla mano, da noi essi sono meno numerosi rispetto a gran parte dei Paesi europei.
La mancanza di lavoro, di casa e di reddito (il tutto dovuto a una spietata gestione governativa e padronale della crisi economica) è un elemento sociale devastante e viene cinicamente utilizzato dal razzismo per far credere che la responsabilità di questa situazione è dei migranti, che ci ruberebbero casa e lavoro.
A danno dei redditi bassi, negli anni, la soglia dell'esenzione fiscale è stata alzata proprio da chi oggi si erge a sommo giustiziere delle troppe tasse che riguardano il lavoro dipendente, da chi ha sempre permesso a capitali grandi e piccoli e a speculatori finanziari di ridersela, sempre meno tassati, se non detassati.
C'è poi un business costruito sulla pelle dei migranti, come delle persone con disabilità e dei ceti sociali meno abbienti, con un giro di cosiddette “cooperative sociali”, che retribuiscono con poche centinaia di euro al mese i dipendenti e allo stesso tempo si accaparrano gare di appalto per la gestione dei “centri di accoglienza” per migranti, gare impostate sul massimo ribasso e vinte sempre e comunque dagli stessi appaltatori.
Per non parlare, poi, dell'intreccio criminale tra malavita, esponenti bipartisan della politica locale e gestione delle emergenze, come dimostrato dall'inchiesta romana su “mafia capitale”.
In questo contesto, l’organizzazione della disinformazione al servizio della destra gioca un ruolo di primo piano, per far passare case senz’acqua e senza luce assegnate ai migranti, ai profughi, ai richiedenti asilo, per appartamenti di lusso; campi senza servizi igienici né acqua, con tende e containers esposti a 45 gradi, per residences di lusso.
Un po' come succede nei luoghi di lavoro, dove vige lo sfruttamento più feroce e chi lotta contro la schiavitù padronale, che sia italiano o migrante, viene presentato come vagabondo, come sfaticato.
Ormai i diritti non esistono più per chi lavora, anche se non è migrante, anche se è “cittadino” italiano. Figuriamoci per chi è “straniero”. I diritti esistono solo per i padroni e per le loro corti di cani da guardia.
Tutto questo, mentre il razzismo distrugge ogni forma di solidarietà tra lavoratori, disoccupati, giovani e migranti, rivelandosi ancora una volta lo strumento più efficace per imporre a tutti la schiavitù, nel lavoro e nella società.

Anche di questo si è parlato al corteo di lucca, una risposta allo squadrismo ma anche un occhio alla realtà di tutti i giorni.
Per questi motivi fascismo, razzismo, xenofobia, squadrismo vanno respinti con forza, non solo sul piano culturale o delle idee, ma nella pratica quotidiana, fuori da ogni retorica.

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