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Modena, grande schieramento di forze per chiudere l'esperienza di Sant'Eufemia: trenta famiglie trascinate via dall'occupazione che infastidiva la rendita immobiliare
Ieri mattina con un grande schieramento di polizia sono state sgomberate le occupazioni popolari di Sant’Eufemia, di via Bonaccorsa e dell’Ex Deposito carcerario a Modena. Decine di celerini armati di tutto punto, in tenuta antisommossa, hanno gettato in strada famiglie con donne e minori, invalidi e sfrattati, tra lacrime e disperazione. In totale una settantina di persone, metà dei quali minori, e circa trenta nuclei famigliari. 

Alla fine, il partito della speculazione immobiliare e della rendita parassitaria ha vinto, manu militari, sulle ragioni dei più poveri. Le strutture sgomberate torneranno alla loro destinazione naturale: l’incuria e il degrado, in attesa che ci si metta d’accordo su progetti di valorizzazione delle aree (dove la “valorizzazione” è riferita ai fatturati, ai profitti e alle tangenti che girano intorno ai grandi appalti).

In un comunicato, i sindacalisti Cgil de "Il sindacato è un'altra cosa" sottolineano che:

1)l’occupazione sia una risposta naturale, a fronte della mancanza di edilizia popolare e della ritirata dell’intervento pubblico sul tema, costituzionalmente garantito, del diritto all’abitare;
2) solo con le occupazioni (come dimostra la piazza bolognese) il tema casa entra nell’agenda politica dei partiti: finchè i poveri non si ribellano alla loro condizione, di loro non si interessa nessuno;
3) a Modena occupare è una necessità sacrosanta, a fronte dell’enorme patrimonio abitativo sfitto, inutilizzato o abbandonato e alla massa crescente di famiglie sfrattate e pignorate.
4) E’ una follia mettere per strada delle famiglie (a cui il Comune dovrà provvedere obbligatoriamente, se ci sono minori) solo per tenere chiuse delle strutture; se si sommano anche le risorse necessarie per allestire lo schieramento di polizia di oggi (celere, vigili urbani, vigili del fuoco) quanto costa al contribuente questo stupido mega sfratto?

"Non si puo' restare indifferenti allo scorrere delle immagini che attraversano oggi Modena. Quando entra in campo la forza per sanare controversie dove sono evidenti i deboli e dove l'illecito non procura violenze, la sconfitta e' di una collettivita', di una comunita', di un'amministrazione", scrive Sel di Modena in una nota. Intanto, l'assessore Sel nella giunta Muzzarelli, Andrea Bosi, in queste ore fa sapere: "Non ho ricevuto per ora richieste di mie dimissioni da assessore, da parte del partito o da altre sigle nella costituente di sinistra. Nel caso succedesse, sarei pronto a discuterne".
Assodato che l'uso della forza contro gli abusivi (occupavano stabili non comunali) spetta alla Questura, Sel dunque parla di sconfitta per tutti, Comune compreso, dopo settimane in cui il sindaco Pd Gian Carlo Muzzarelli e' stato particolarmente inflessibile, anche e soprattuto nei toni, sul ripristino della "legalita'". Ma appunto, il consigliere Sel in Comune Marco Cugusi e la sua coordinatrice provinciale Mariella Lioia sbottano: "Come Sel non possiamo che stigmatizzare con forza il fatto che il dialogo abbia lasciato il posto all'uso della forza, ed alle cariche della Polizia. Questa ferita doveva essere evitata, contrapponendo soluzioni che la politica- evidenziano Cugusi e Lioia- sa e deve trovare. Il rispetto della legalita' resta la nostra bussola, ma deve andare di pari passo con il buon senso e la cura delle persone in difficolta'". Quindi, conclude Sel nella sua nota, "auspichiamo la ricerca di azioni che possano sanare e riparare a quanto avvenuto oggi a Modena, citta' medaglia d'oro alla Resistenza, citta' pacifica e accogliente, dove la ragione ha sempre prevalso sulla forza".
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