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Roma,dopo la repressione contro gli spazi sociali ecco il campo libero ai fascisti
Nulla è ancora ufficiale, sembra che siano solo delle indiscrezioni.“Telefoniamo tutti e tutte al Comune per dire nessuno spazio pubblico ai fascisti...” è l'appello uscito sulla pagina Facebook della campagna IO NON DIMENTICO per il decennale della morte di Renato Biagetti. Le voci intanto rimbalzano sui social network. Addirittura l'ex capogruppo capitolino di Sel Gianluca Peciola ha mandato una lettera al Campidoglio per avere conferma delle notizie che girano, minacciando, “Qualora la notizia corrispondesse al vero, in conformità con i valori costituzionali, di mettere in atto tutte le misure necessarie ad evitare che si svolga un concerto di tale natura". I manifesti comunque ci sono e si legge per bene, “21 maggio, ore 15:00, Roma, La tana delle tigri, la paura appartiene alle prede”. Un concerto di musica “non conforme”, alla sua ottava edizione, promosso e organizzato da CasaPound, il movimento neofascista che alle comunali di Bolzano ha racimolato il 7% dei consensi. Le indiscrezioni dicono ancora di più. Sembra che l'evento sia stato autorizzato nel parco pubblico di Colle Oppio, uno spazio verde nel pieno centro della Capitale, alle spalle del Colosseo. A denunciare la situazione è la rete #CasaPoundNotWelcome, che ha indetto per lo stesso giorno una manifestazione a Piazza dell'Esquilino. “Ci sembra impensabile che avvenga tutto questo!”. Infatti sarebbe impensabile. Un corteo la mattina, centinaia di fascisti a Piazza Vittorio, tutto autorizzato, dal saluto romano alle celtiche. Una festa nel pomeriggio, un raduno in piena regola, dove i nostalgici dei tempi che furono inneggeranno al duce e alla “cinghia mattanza”, tutto autorizzato sembrerebbe, in uno spazio pubblico appena riqualificato. Da piazza Vittorio al parco di Colle Oppio.
Sui manifesti affissi, il logo dei ZetaZeroAlfa, la band di Gianluca Iannone, presidente emerito di CasaPound, il logo dei Mai Morti, che definiscono la loro musica “Intolerant Hardcore”, un teschio e un coltello alla bocca, dove “NS” sta per nazionalsocialista. Gli occhi della tigre e i proclami elettorali dei fascisti del terzo millennio. E gli Spqr skinheads, le teste rasate che nel 2012 proposero un concerto dal nome controverso “Blood and Honor” che lo stesso Gianni Alemanno, l'allora sindaco di Roma, definì “una sigla che evoca brutte storie e il peggio della cultura estremista e c'è la nostra massima determinazione a evitare che possa in qualche modo attecchire a Roma”.

È difficile allora immaginare che il governo della città abbia autorizzato una festicciola del genere, sembrerebbe impossibile per la città medaglia d'oro alla Resistenza. Dopo le dichiarazioni di guerra del commissario Tronca, il bombardamento continuo alle associazioni, agli spazi sociali, alle attività culturali, con i vessilli dell'ordine pubblico e del decoro, pare impensabile che il Comune possa dare campo libero e spazio ai fascisti. Impensabile rispetto al processo di “normalizzazione” in atto nella Capitale, con regolamenti riesumati in fretta e furia, sgomberi, divieti e sigilli giudiziari. Lo sgomento infatti è unanime. Dalle Madri per Roma Città Aperta all'Anpi, da Sinistra Italiana a esponenti del Partito Democratico, dalle reti antifasciste alle strutture organizzate di movimento, dalle realtà sociali, ai collettivi fino ad arrivare ai semplici “like” sui social network. “Sembra che il governo commissariale di questa città strizzi l'occhio ai fedelissimi di Casapound, ai quali è stata garantita Piazza Vittorio per la solita e imbarazzante passerella di bracci tesi, cori razzisti, xenofobi e sessisti - dicono gli studenti della Sapienza in un comunicato apparso sulla pagina Facebook Notte Bianca Sapienza - È mai possibile? È possibile che alla Sapienza gli studenti e le studentesse non possano organizzare nessun evento senza che la burocrazia comunale non imponga divieti e procedure, mentre agli squadristi di questo Paese sia lasciata carta bianca e campo libero?”. La Notte Bianca infatti, evento autogestito dagli studenti e organizzato alla Sapienza, giunto alla sua nona edizione, è in pericolo, come tutte le attività culturali ed extra curriculari nell'ateneo. “Intoppi burocratici, scartoffie legali, una nuova gestione degli spazi pubblici, un ridimensionamento dell'agibilità studentesca all'interno dell'università, mettono a rischio l'evento degli eventi”, lamentano gli studenti che da giorni sono in mobilitazione per rimarcare, nelle assemblee e nei presidi, l'insensatezza dei provvedimenti. Un serio rischio quindi, che sembra non intaccare però la kermesse fascista, alle 15:00, al parco di Colle Oppio.
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