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Roma, sgombrato il Point Break. La protesta Fiom: "C'è bisogno di spazi aperti, solidali, inclusivi"
Oggi a Roma è stato sgomberato il “Point Break”, lo studentato occupato nato al Pigneto in risposta alla crisi delle politiche abitative e di accesso e sostegno al diritto allo studio che aveva restituito un immobile vuoto a studenti e cittadini. Negli ultimi 7 anni era stato attraversato come spazio solidale nato durante l’Onda dalle rivendicazioni dal basso di studenti e precari e aperto al quartiere e alla città dando vita anche a sportelli di mutuo-aiuto come quello contro i distacchi idrici operati da Acea.

"Al contrario dello sgombero coatto - si legge in una nota di protesta della Fiom - è importante che l’amministrazione della città sappia ascoltare e dare risposte ai bisogni delle persone e che supporti invece di attaccare quelle realtà che in questi anni si sono fatte dal basso garanti dell’inclusione sociale e che hanno cercato di fornire risposte e aiuti solidali a chi è escluso dall’accesso all’abitazione, all’alloggio e dal sistema di welfare". "C’è bisogno di più spazi orizzontali, aperti, inclusivi e solidali e di lotta alla speculazione - continua la Fiom -. Per questo diciamo che l’esperienza di Point Break non può e non deve concludersi con lo sgombero dello studentato ma fornendo soluzioni credibili ai bisogni che hanno portato alla sua nascita".

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