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Messico, la criminalità provoca il nomadismo di migliaia di persone. L'allarme della diocesi di San Cristobal
Il Consiglio pastorale della diocesi di San Cristobal de las Casas, che fa parte dello Stato messicano del Chiapas, esprime in un documento "profonda preoccupazione" per la situazione sempre piu' grave delle popolazioni rurali nei municipi di Chenalho' e Chalchihuitan, dove l'imperversare di bande armate ha costretto alla fuga migliaia di persone. A causa di alcuni conflitti agrari mai risolti fin dalla riforma del 1973, "gruppi armati illegali hanno provocato un clima di terrore", provocando l'esodo forzato di piu' di 5mila persone, che vivono in una situazione di emergenza umanitaria, esposte alle intemperie.
Denuncia il Consiglio pastorale, nel documento che e' firmato in primo luogo dal vescovo, mons. Felipe Arizmendi Esquivel: "La situazione di conflitto si e' acutizzata ormai da piu' di due settimane e non vediamo un'azione efficace da parte delle autorita', per dare una soluzione a questa crisi umanitaria, per soccorrere le popolazioni nell'immediato e per dare una soluzione a partire dalle cause. Ci sorprende l'impunita' grazie alla quale operano questi gruppi armati". Prosegue il documento: "Come persone di fede, consideriamo valori fondamentali la vita umana, la giustizia e la pace, cosi' come il rispetto dei diritti umani, che vengono violati in modo generalizzato e con effetti gravi per le condizioni della popolazione e soprattutto dei bambini, delle donne incinte e delle persone anziane". La diocesi, nell'assicurare il suo impegno negli aiuti umanitari, ribadisce la richiesta alle autorita' di intervenire e
di ristabilire la giustizia e il diritto.
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