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Mediterraneo, negli ultimi tre mesi tomba per quasi duecento bambini. La denuncia dell'Unicef
Negli ultimi 3 mesi il Mar Mediterraneo e' stato luogo di morte per 190 bambini migranti e rifugiati. L'Unicef ha percio' lanciato un appello "urgente" ai leader dei 28 Stati membri dell'Unione Europea che si incontreranno oggi a Malta. Argomento centrale del vertice alla Valletta sara' proprio la crisi dei rifugiati e dei migranti. "Il crescente numero di bambini dispersi in mare sottolinea il grande pericolo rappresentato dal viaggio dal Nord Africa all'Italia, insieme alla pressante necessita' per i Governi di
entrambe le sponde del Mediterraneo di fare di piu' per salvarli". Cosi' Justin Forsyth, vicedirettore generale dell'Unicef.
Nella ricostruzione dell'organizzazione umanitaria emerge che fra novembre 2016 e la fine di gennaio 2017 almeno 1.354 migranti e rifugiati sono annegati. La maggior parte di queste morti si e' verificata lungo la rotta marittima del Mediterraneo Centrale, fra la Libia e l'Italia, dove si sono registrate 1.191 morti.

Questo numero evidenzia Unicef, "e' di circa 13 volte maggiore rispetto a quello riportato lungo questa rotta durante lo stesso
periodo nel 2015-2016. Con l'Europa stretta ancora nella morsa dell'inverno, questa rotta, come altre, compresa quella dall'Egitto, potrebbe diventare anche piu' pericolosa nelle prossime settimane".

L'Unicef e il suo partner Intersos hanno preso parte al salvataggio di 754 persone nelle acque del Mediterraneo Centrale, compresi 148 bambini non accompagnati. Nei giorni passati, la Guardia Costiera italiana ha salvato 285 bambini anche grazie all'aiuto
dell'Unicef e di Intersos. 
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