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"Il 2 giugno saremo a manifestare contro la militarizzazione dell'area tra Pisa e Livorno". Intervista a Federico Giusti
Il 2 Giugno ci sarà una manifestazione a Camp Darby, la base militare Usa che sorge tra Pisa e Livorno.
L'oggetto del contendere è la costruzione di uno scalo ferroviario che collegherà la base direttamente al Porto nucleare di Livorno e all'aeroporto militare di Pisa. Abbiamo intervistato Federico Giusti della campagna territoriale di resistenza alla guerra di Pisa e Livorno .

la base militare di Camp Darby torna al centro delle strategie militari?
A inizio secolo ci fu il train stopping, i movimenti che bloccarono i cancelli della base manifestando contro il trasferimento di armi provenienti da Camp darby che, ricordiamo, ha sempre avuto un ruolo nevralgico nel rifornire l'esercito Usa e Nato. La base fu imposta dall'esercito americano dopo la seconda guerra mondiale, occupa una vasta area tra Pisa e Livorno in mezzo alla pineta.

Sono anni ormai che i governi locali e nazionali assecondano i piani Usa che reclamano un collegamento diretto della base al mare, al porto di Livorno attraverso il Canale dei Navicelli. Un collegamento diretto via acqua e uno su rotaia visto che il trasporto delle armi viene ritenuto troppo pericoloso e puo' avvenire, senza far troppo rumore, attraverso la ferrovia e il canale.

Ma per realizzare questa opera era necessario l'allargamento del canale che avviene con i nostri soldi. Da anni sono iniziate le grandi opere , da almeno un decennio la viabilità che collega Pisa alla zona della Darsena dove avrebbe dovuto nascere un polo nautico con tanti posti di lavoro nuovi, anche se a distanza di anni si vede solo cassa integrazione.

L’aeroporto militare di Pisa è diventato un hub nazionale per le forze armate, ben pochi in città si sono opposti, la giunta del Pd ha subito visto di buon occhio l'hub magnificato sotto la veste di trampolino di lancio delle missioni umanitarie all'estero, il travisamento mediatico per occultare la guerra

In silenzio Pisa è diventata una struttura logistica di primaria grandezza in Europa, un centro nevralgico che in meno di un mese puo' ospitare ed equipaggiare fino a 30 mila soldati .

Contemporaneamente prendeva corpo l' ampliamento del canale del Navicelli per dotare la base di camp darby dello sbocco al mare per anni sollecitato dagli Usa ai Comuni di Pisa e Livorno e alla Regione Toscana.7
Ricordiamo che a gestire l’area è la Spa Navicelli, una società partecipata dal Comune, società pubblica al 100% con le quote azionarie equamente divise tra Comune di Pisa, Provincia di Pisa, Camera di Commercio di Pisa e ben pochi dipendenti, una società nata ad hoc per rispondere alle richieste degli imprenditori e dei comandi militari.

I lavori ai Navicelli sono ancora in corso, stanno accrescendo la profondità del canale e alla fine gli Usa avranno quello che vogliono. Ora si apprende del nuovo scalo ferroviario che porterà dentro Camp Darby armi e munizioni

Abbatteranno quasi 1000 piante e all'inizio l'ente parco ha espresso parere negativo, anche se da giorni abbiamo capito che si metterà a disposizione dell'opera di militarizzazione. Un Ente parco che tacerà sulla devastazione della macchia mediterranea è una contraddizione ma del resto nei consigli direttivi non siedono certo ambientalisti e pacifisti

Verrà costruito un nuovo binario, sarà destinata a nuova vita la vecchia stazione, ormai dismessa, di Tombolo per portare la ferrovia fino all'interno della base; costruiranno un ponte girevole per consentire l'attraversamento sul canale dei Navicelli e un terminale di carico e scarico.
Adegueranno infine anche «Tombolo Dock», la banchina per lo scarico di materiale che arriva via mare su chiatte attraverso il canale.

Insomma tre colpi in pochi anni: l'hub militare, la militarizzazione di alcune aree del porto di Livorno, il collegamento della base militare Usa al mare lungo il Fosso dei Navicelli e ora una ferrovia che arriverà dentro la base per caricare armi destinati alle aggressioni Usa

I costi?
Il costo dell'intervento sembrerebbe attorno a 45 milioni di dollari, i lavori cominceranno a fine anno per terminare entro luglio 2019. Ci dicono che gli enti locali non investiranno un euro ma in tutte queste opere infastrutturali c'è sempre un costo elevato a carico dei Comuni. Meno di 3 anni fa gli Usa avevano annunciato il ridimensionamento di Camp Darby, abbiamo fatto bene a diffidare perché a distanza di pochi mesi il Comipar, comitato paritetico fra difesa italiana e statunitense, ha iniziato a discuterne. E poi i soldi dell'hub militare dove li hanno presi? Dalle nostre tasche, si aumentano le spese per il militare e si diminuiscono salari e spese sociali, mantenere un welfare diventa insostenibile quando si sceglie invece di finanziare la guerra.

Quando siete venuti a conoscenza del progetto?
Da pochi giorni, la nostra campagna è appena nata e abbiamo organizzato una sola iniziativa pubblica in occasione dell'air show per il quale l'amministrazione comunale ha speso energie, soldi ed uomini con la esibizione degli aerei da guerra, gli stessi che portano distruzione nel mondo.

Abbiamo appreso della ferrovia da una interpellanza dei consiglieri comunali Città in comune \prc, ma la decisione era stata presa già un anno fa; non crediamo alle parole dell'amministrazione che asserisce di essere stata esclusa dai tavoli decisionali, era da tempo che sapevano e tacevano . Il 2 Giugno abbiamo indetto una manifestazione davanti alla base militare, sia certo il sindaco Filippeschi che non sarà una manifestazione una tantum, seguiranno tante altre iniziative perché non intendiamo subire e assecondare la militarizzazione della nostra terra, lo stravolgimento degli equilibri del territorio, la trasformazione della macchia mediterranea in zona nevralgica per la logistica militare. Non a caso Pisa e Livorno hanno già una alta percentuale di morti di tumore, le statistiche lo dimostrano anche se non ne conosciamo la causa. Una ragione in piu' per opporsi al potenziamento delle infastrutture di guerra. Diamo appuntamento a tutti\e il 2 giugno alle ore 1030 ai cancelli della base

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