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Torino, giornalista condannato a quattro mesi di reclusione per aver raccontato una protesta No Tav. La solidarietà del Prc. Fnsi: "Condanna incomprensibile"
Condannato per aver fatto il proprio dovere. Ossia informare i cittadini su una manifestazione dei No Tav. Aver inflitto 4 mesi di reclusione al collega Davide Falcioni, all’epoca collaboratore di Agora Vox, contestandogli la violazione di domicilio, "rappresenta un’ingiustizia e uno schiaffo al diritto di cronaca". Cosi in  una nota firmata da Federazione nazionale della Stampa italiana e Associazione Stampa Subalpina. Falcioni si era limitato a seguire e a raccontare i fatti. "A meno che non venga dimostrato che Falcioni aveva preso parte alla violazione di domicilio, la condanna è incomprensibile e suona come un attacco al diritto di cronaca. L’auspicio è che in appello prevalgano le ragioni dell’articolo 21 della Costituzione", concludono le due organizzazioni sindacali.

In più, durante il processo, a Falcioni è stato contestato di aver fatto un racconto di parte, troppo permissivo nei confronti degli attivisti No Tav. "Ma si rendono conto i giudici della gravità delle motivazioni? Il giornalismo si fa andando appresso ai fatti, non standosene fuori! Lo si fa in piena libertà di opinioni e di cronaca. Nell’esprimere piena solidarietà a Davide Falcioni, in attesa che la sentenza venga ribaltata in sede di appello, chiediamo all’ordine dei giornalisti di prendere posizione a difesa del diritto di cronaca”, sottolinea Enzio Locatelli, segretario del Prc di Torino.

A Davide Falcioni va la solidarietà del Prc. "Per noi Davide ha fatto solo il suo lavoro di cronista - dichiara Maurizio Acerbo in una nota - com'è giusto che sia in un paese civile. A Torino è stato introdotto evidentemente un nuovo reato, quello di giornalismo. Pensavamo che queste cose potessero accadere solo in Turchia, dove vengono accusati di terrorismo i giornalisti che raccontano la lotta del popolo curdo. La criminalizzazione contro il movimento No Tav è inaudita e vergognosa: addirittura colpisce anche chi osa parlare della lotta del popolo valsusino! La kafkiana condanna di Davide evidenzia come i magistrati di Torino stiano raggiungendo livelli parossistici nell'ossessione contro il movimento No Tav".

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