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Torino, l'intervento della polizia al Neruda e Askatasuna per il Prc di Torino "non è casuale"
L'irruzione della polizia che c'è stata ieri mattina nel centro sociale Askatasuna e nello spazio del Neruda e le diciannove misure cautelari, prendendo a pretesto fatti che risalgono al corteo del 1 maggio 2017, "hanno una evidente valenza politica - dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale PRC Torino -. Lo ha spiegato bene, senza mezzi termini, il segretario del sindacato di polizia Siap: "si devono perseguire e chiudere i centri sociali, si devono mettere a tacere le espressioni di dissenso che hanno l'ardire di criticare l'operato delle forze di polizia. Operato che da diversi anni a questa parte (fortunatamente non nell'ultimo anno) ha impedito a una parte del corteo, quella più legata ai movimenti, ai centri sociali, a forze come Rifondazione Comunista, di portare a compimento la sfilata del primo maggio".

La maniera migliore e forse voluta, fa notare Locatelli, per ingenerare stati di tensione e una spirale di azioni repressive. Per il Prc, l'intervento di ieri mattina non è casuale. "Il ministero degli Interni ha dato disposizioni. Bisogna andare a un giro di vite contro tutte le forme di dissenso e di alterità. Una spirale che va fermata. L'unica possibilità è di rifuggire da logiche autoreferenziali dello scontro fine a se stesso e di costruire una mobilitazione larga, pacifica e determinata che parli all'intera città", conclude Locatelli.
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