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Blitz della polizia al "Rivolta" di Marghera: "Un buco nell'acqua, cercavano la prova di forza"
Siamo stati oggetto di una cosa assurda, una perquisizione alla ricerca di materiali, vernici e striscioni relativi alla manifestazione di alcune settimane fa alla bioraffineria dell'Eni e all'impianto in cui sarà costruito l'inceneritore di Veritas nei prossimi mesi". Così Michele Valentini, portavoce del Centro Sociale 'Rivolta' di Marghera ha commentato in una conferenza stampa all'aperto la perquisizione odierna delle forze dell'ordine. "Abbiamo subito un vero e proprio attacco molto grave - ha aggiunto - Sono stati cercati vernici, colori, sequestrati gli striscioni, qualche manico di rastrello. E' stato un buco nell'acqua, sicuramente una prova di forza. Di fronte al fatto che centinaia, migliaia di attivisti si mobilitino con iniziative di massa, pacifiche, che comunicano i problemi reali della crisi climatica ambientale, è una cosa che evidentemente dà fastidio ai poteri forti". Tommaso Cacciari, leader dei centri sociali veneziani, ha sostenuto che "è' stata un'operazione totalmente politica: centinaia di agenti in assetto antisommossa che fanno questo tipo di operazione al centro sociale Rivolta è solo un segnale per farci paura. Perché il movimento per i cambiamenti climatici fa paura, e questa è stata la risposta".
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