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Prezzo della Crisi del 30-11-2010: 'La rivolta studentesca. Cronaca della giornata romana'
di Anna Maria Bruni
Studenti in rivolta in tutta Italia nel giorno in cui la Camera dei Deputati vota il ddl di riforma dell'Università. Roma sembra una città sotto assedio. Il centro è completamente bloccato dalle forze dell’ordine, che non fanno passare neanche le persone a piedi. Lo riferiscono le persone che lavorano al centro, con cui parliamo spostandoci a piedi o sugli autobus. Arrivare Montecitorio è un’impresa, sembra di stare in zona di guerra. Bisogna tirare fuori il tesserino per passare, altrimenti non sentono ragioni. La giornata si preannuncia caldissima, nonostante il tempo e la pioggia.

Alle 10,10 gli studenti universitari vengono raggiunti dagli studenti medie con loro formano il corteo che si muoverà verso Montecitorio. Strada facendo il corteo si allunga, perché si aggiungono gli studenti di Roma Tre e Tor Vergata, e di altri licei. Dopo l’exploit del blitz al Senato, questo movimento si ingrossa di giorno in giorno, corroborato dalle azioni che contemporaneamente si stanno svolgendo nelle altre città.

Il corteo partito da Roma Tre ha attraversato viale Aventino, dove gli studenti hanno lanciato le uova contro una banca. “Le banche sono responsabili della crisi, loro devono pagare - ha detto uno studente - ora stiamo andando di corsa verso il Campidoglio perché ci hanno avvertito che le forze dell'ordine stanno caricando gli studenti medi”.

Mentre il corteo si dirige verso la Camera al grido di “università pubblica”, si sparge la voce che un altro corteo si è mosso da piazza Trilussa, Lungotevere S. Spirito. La zona del Mamiani, del Mameli, del Visconti, del Virgilio da Prati, del Manara da Monteverde. Mentre altri studenti – è sempre la voce, hanno dato vita a piccoli cortei spontanei in giro per la città, per poi raggiungere il corteo principale ed arrivare insieme a Piazza Montecitorio. E’ un testa a testa con le forze dell’ordine, che ovunque bloccano il passaggio, e peggiorano le difficoltà di circolazione. Ma la città sembra assumere un tono diverso verso gli studenti. Nel frattempo comincia ad essere chiaro a tutti che la zona del Parlamento è completamente interdetta al passaggio dei manifestanti. E’ un centro militarizzato. E nonostante il presidio sia stato autorizzato dalla questura. Perciò gli studenti chiariscono la loro posizione, “ci assediano il futuro, assediamo i loro palazzi”, questa è l’intenzione. Mentre il corteo si ingrossa, a via Cavour si aggiungono gli studenti di ingegneria, siamo 50 mila! Gridano, mentre si passano la notizia dell’occupazione del Cern di Ginevra, o dell’Arco di Trionfo a Parigi, dove è stato srotolato uno striscione anti ddl Gelmini.

Altrettanto fanno gli studenti medi, che occupano la scalinata del Campidoglio mentre gridano
“via, via la polizia”, che nel frattempo cerca di sbarrare il passaggio a via del Corso, per impedire l’accesso a Montecitorio. Intanto continuano anche le occupazioni. Dopo quelle dei licei Azzarita, Nomentano e Farnesina, a Roma nella mattinata di oggi sono state promosse le occupazioni degli istituti Bernini e De Sanctis di Roma Nord, sono state convocate assemblee straordinarie al Margherita di Savoia, al Convitto Nazionale e al Domizia Lucilla, mentre cortei di centinaia di studenti hanno attraversato le vie dell'Eur e del IV Municipio.

Sono le 13,30, e il corteo riesce a passare e raggiunge piazza Montecitorio. Volano uova e ortaggi in direzione del portone della Camera. Nel frattempo altri manifestanti si vedono reagire carabinieri e polizia, che alzano i manganelli. Dopo il tentativo degli studenti di sfondare il cordone della polizia del corteo, all'altezza di via della Vite, la polizia comincia a lanciare lacrimogeni verso la folla allontanando i dimostranti. Dopo essere indietreggiato il corteo si sta dirigendo nuovamente verso la polizia. Cominciano gli scontri tra studenti e forze dell'ordine in via del Corso.
Poi ripartono, e si dirigono verso Lungotevere, corso vittorio, Ponte S. Angelo. Al grido di “bloccheremo questa riforma” gli studenti attraversano Lungotevere Tor di Nona.

Tornano verso il Muro Torto, e riparte il corteo. Gli automobilisti fermi solidarizzano con gli studenti nonostante il corteo occupi l’intera carreggiata bloccando cos’ il traffico,
Di nuovo la polizia cerca di disperdere il corteo con cariche e lacrimogeni. Pare ci sia uno studente fermato e qualche contuso. Il corteo ora si dirige verso la stazione metro. Nel frattempo anche i cobas della scuola si uniscono a loro. In presidio sotto al Senato, decidono di unire le forze di fronte a questa città blindata. Con gli studenti si dirigono verso la Stazione Termini, dove insieme bloccheranno i binari. Sarà l’ultimo blitz della giornata, e anche lì nonostante i treni saltati “causa manifestanti” dicono dagli altoparlanti, gli studenti hanno la solidarietà dei viaggiatori.

La giornata è finita, per il momento. E’ ora di tornare all’Università, fare il bilancio, sentire le notizie da tutte le altre città, oltreché il voto finale di stasera. E su quello, riorganizzarsi.

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