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Cgil Calabria: allarme scuola, persi 4.470 insegnanti
GIZZERIA LIDO (CATANZARO) - Si apre oggi (17 marzo) il terzo e ultimo giorno del decimo congresso della Cgil Calabria in corso all’Hotel Caposuvero. Dopo gli interventi dei delegati, la conclusione dei lavori sarà affidata alla segretaria confederale nazionale Paola Agnello Modica. Al termine della giornata si eleggeranno, oltre ai delegati al XVI congresso della Cgil (Rimini, 5-8 maggio), i membri della segreteria regionale e il segretario generale.

Tra i primi a prendere la parola dal palco, Giovanni Donato, segretario della Cgil di Cosenza. Donato ha sottolineato come, in un momento di crisi acuta, a livello economico, sociale ed ambientale, la Cgil debba essere unita, tenere bene a mente la sua dimensione confederale ed evitare dannose divisioni e strappi. Per il segretario cosentino, “si deve partire dalla crisi per rivalutare il modello di sviluppo economico, dando il via ad una riconversione ecologica dell’economia”. Tra i tanti punti toccati nel suo intervento, la difesa dei servizi pubblici essenziali, in primis l’acqua. Acqua come diritto, come bene comune e prezioso, “che il governo vuole regalare alle multinazionali per fare l’interesse dei privati, commettendo così un delitto nei confronti dei cittadini”. Non potevano mancare le critiche nei confronti dell’esecutivo, in particolare per quanto riguarda le modifiche al processo del lavoro e l’attacco all’articolo 18, né quelle rivolte al “federalismo dissociativo dannoso per il Sud del paese”.

Il microfono è poi passato
a Gianfranco Trotta, segretario generale della Flc calabrese, che ha descritto una regione in cui scuola, ricerca e università soffrono particolarmente dei tagli del ministro Gelmini. Gli insegnanti che perderanno il lavoro quest’anno sono 4.470, che andranno ad aggiungersi agli altrettanti mandati a casa lo scorso. Trotta ha ricordato che sono state chiuse 84 scuole, a fronte delle 270 su tutto il territorio nazionale. “Tutte politiche che non rispondono alle esigenze degli studenti, ma di questo o quel potere extrascolastico”. Poteri che, con la riforma dell’università, entreranno anche negli atenei: i consigli di amministrazione delle facoltà dovranno essere composti per il 40 per cento da privati, e il segretario si augura che “in Calabria il maggior investitore non diventi la ‘ndrangheta”. Insomma, viene espressa una profonda preoccupazione per l’intero settore della conoscenza, “che dovrebbe invece essere sostenuto - conclude Trotta - in una regione come la nostra, perché sapere significa conoscere la storia, significa lotta alla legalità, significa avere una coscienza libera”.
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