Prezzo della Crisi del 24-03-2010: 'Oltre "il tetto". I ricercatori dalle lotte sindacali all'affermazione della ricerca come bene comune'
di Serena Salucci
I ricercatori italiani fanno il punto della situazione in un convegno che si terrà giovedì, 25 marzo, alle ore 10 all’Istituto Superiore di Sanità di Roma. Organizzato dall'Usi-Rdb e aperto a tutto il personale di ricerca, il convegno propone una chiave di lettura collettiva delle attività di ricerca negli istituti pubblici: la ricerca come un bene comune.
Dopo aver assistito a proteste eclatanti come quella dei ricercatori precari dell'Ispra, che per due mesi hanno occupato il tetto dell'ex- Icram di Roma per ottenere un rinnovo dei contratti in scadenza, la riflessione che si è aperta tra i ricercatori del sindacato di base, e non solo, riguarda la ridefinizione più ampia del settore.
La tradizione di pensiero che inquadrava i ricercatori come una elite di intellettuali per scelta, legati ad ambiti accademici, lontani dalla realtà produttiva del paese non è mai stata tanto lontana dalla realtà attuale.
Lo stesso Ministro Brunetta, che si è largamente vantato di aver fatto il ricercatore nei primi anni della sua carriera accademica, ha definito i ricercatori dei "capitani di ventura" che dovrebbero essere pronti a correre solo dove ci sia un adeguato soldo. Paradossale e anche rozzo, il Ministro ha però ben chiarito la visione che questo governo ha di tutto il settore. Non è solo il taglio delle risorse agli enti pubblici a preoccupare, ma tutto il processo di destrutturazione degli Enti di Ricerca e di privatizzazione di quei settori, sia degli enti stessi che delle Università. Un processo pericoloso che riguarda direttamente la società, perché ad essere privatizzati sono anche quegli enti pubblici impegnati in processi decisionali di carattere politico: vedi le valutazioni di impatto ambientale, la previsione e gestione delle emergenze, le valutazioni in campo energetico. In questo senso la strada verso il nucleare appare drammaticamente spianata, se i controllori coincidono (o quasi) con i controllati.
La ricerca italiana scala vertiginosamente posizioni verso il basso nelle "classifiche internazionali" annullando tutte le sue potenzialità di volano per la crescita, mentre nel nord Europa, come nelle economie emergenti, le attività di ricerca stanno beneficiando dell'aumento degli investimenti pubblici.
Secondo gli organizzatori del convegno, la ricerca italiana dovrebbe essere centrale per lo sviluppo del Paese, producendo conoscenza in grado di generare ricchezza non solo economica ma anche culturale, e che si esplichi raccogliendo e prevedendo i bisogni e le necessità della collettività. Perché su quel tetto oltre alla lotta per il contratto di lavoro è iniziata una battaglia per l'affermazione del valore di questo lavoro.
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