MANUTENZIONE IN CORSO.
Lunedì 21 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 14:32
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Prezzo della Crisi del 07-04-2010: 'Domani sciopero dei lavoratori Ata: basta alle esternalizzazioni e ai tagli nella scuola pubblica'


di Sara Picardo
Davanti il Ministero dell'Istruzione di Viale Trastevere a Roma, ultimamente, più che statali, presidi e professori che entrano nell'imponente sede, si vedono genitori, alunni, ricercatori, personale della scuola e insegnanti precari che protestano contro la riforma Gelmini e gli imponenti tagli all'istruzione pubblica decretati nell'ultimo anno.

Una per tutte: lo scorso 12 marzo un gigantesco rotolo di carta igienica era stato portato in processione davanti il Ministero dalla “Rete di resistenza in difesa della scuola pubblica” per la giornata di sciopero generale contro i tagli al personale e ai fondi alla scuola superiore previsti dalla riforma. La mobilitazione era stata organizzata da associazioni, movimenti, partiti, sindacati, studenti e genitori, ed era stata preceduta da decine di piccoli eventi di protesta durati un'intera settimana. Il rotolo di carta era stato scelto come simbolo dai genitori degli alunni, riuniti in un Comitato, perché da anni costretti a comprare la carta igienica per i bagni delle scuole dei loro figli.

Chissà cosa faranno adesso che quei bagni, molto probabilmente, saranno anche costretti a pulirseli da soli. Eh già, perché tra poco ci saranno ben 5mila lavoratori Ata in meno in tutta Italia.

Per questo, l'8 aprile il sindacato di base RdB ha proclamato lo sciopero nazionale dell’intera giornata di tutti gli ex-Lsu e Co.co.co ATA impegnati nelle attività di pulizia e segreteria nelle scuole, con manifestazione nazionale a Roma, davanti allo sciagurato Ministero, a cui parteciperanno lavoratori da Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Lazio. In contemporanea si terranno anche presidi sotto le direzioni scolastiche regionali di Cagliari e Palermo.

Lo sciopero arriva dopo la giornata di mobilitazione nazionale dello scorso 2 aprile contro il taglio di risorse da cui deriverà la perdita dei 5mila posti di lavoro. Ma il vero problema, o meglio quello più profondo, non sono i tagli, ma le continue esternalizzazioni di servizi importanti come le pulizie e le mense.

La manifestazione si terrà in concomitanza dell’incontro fra MIUR e CGIL,CISL,UIL,SNALS e Gilda, nel corso del quale verranno definiti gli organici sulla base dei tagli fissati nella finanziaria del 2008: in tre anni, 133 mila posti e ben 8 miliardi di euro.

Altre iniziative contro i tagli alla scuola sono previste per il 17 aprile, quando scenderanno in piazza i comitati dei genitori, e dal 15 aprile al 15 maggio, quando si terranno assemblee nelle scuole in cui verrà deciso l’eventuale blocco degli straordinari e delle attività aggiuntive fino al blocco degli scrutini.

Il taglio dei posti di lavoro è avvenuto in un modo che merita una riflessione: con il DPCM n.195 in via di emanazione, vengono distribuite le risorse rivenienti dallo scudo fiscale, e proprio nel testo viene annunciato il taglio al servizio e ai posti di lavoro, con la previsione di una riduzione pari a un terzo delle risorse necessarie per il finanziamento delle attività di pulizia e segreteria svolte dagli ex-LSU, lavoratori in appalto e Co.Co.Co.

La scelta dell'esternalizzazione dei servizi, madre di tutti i mali, però, non è opera di questo governo. Ma fu operata nel 2001 dal Governo di centro-sinistra con il beneplacito di Cigl, Cisl e Uil, e costa, secondo quanto riportato nel “Libro Bianco contro le esternalizzazioni” pubblicato dall'Rdb, 75 milioni di euro in più rispetto all’assunzione diretta di tutti gli ex-LSU, nel libro viene inoltre evidenziato che gli eventuali tagli devono riguardare lo spreco costituito dalle esternalizzazioni in favore di una maggiore efficienza e non il servizio stesso, che è necessario.

Come già nella Sanità, ora anche nella scuola pubblica le esternalizzazioni “selvagge”, con la loro catena di appalti, stanno producendo, oltre che precarietà, sprechi e disservizi. E anche i professori cominciano a temere il peggio: che oltre ai contratti precari per gli insegnanti, ora ci saranno anche gli “appalti per le supplenze”. Fantascienza? No, è la Scuola Bellezza.
Leggi tutti i prezzi della crisi...