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MUSICA. "Fiato" di Goran Kuzminac: ben tornato, amico mio
Fiato che appanna i vetri. Un bambino che poi, con le dita, ci disegna le proprie fantasie, delicati bozzetti pieni di innocenza ma anche di una realtà filtrata da poesia spontanea. Mi piace pensare che nel Fiato del titolo del nuovo album di Goran Kuzminac ci sia anche “quel fiato”, strumento di fantasia e creatività. Goran arriva al suo 15° album in ben 36 anni di musica, suonata e cantata con coerenza da abile artigiano della sei corde e della voce.
Dopo un fortunato esordio alla fine degli anni Settanta, entrato nel magico mondo della “IT” (etichetta sussidiaria della RCA Italiana, che aveva, di fatto, il monopolio del cantautorato nazionale), il successo di Stasera L’aria è Fresca e dopo alcuni album per varie etichette (Ricordi e Sony in particolare), Goran è divenuto “un indipendente”. L’industria discografica è cambiata, forse non esiste piuù, ma credo che, anche nel mercato internazionale, la strada dell’indipendenza sia quella che assicura un presente e un futuro. Certo è dura ma non esistono alternative se vuoi rimanere coerente con la tua arte. E il nuovo album di Goran è conferma di tale coerenza. Il folk, un blues bianco morbido e caldo, sfumature da grande “ballader” imprimono a Fiato un equilibrio che ti fa ascoltare le 13 tracce che lo compongono, senza pause, arrivando in fondo con la voglia di riascoltarlo, senza vuoti o riempitivi. Peculiarità dei veri artisti è la capacità di creare un proprio suono, riconoscibile sin dalle prime note. Goran ci riesce.
La prima traccia Cerco una Donna suona fresca e il suono della chitarra conferma l’abilità del Nostro a ricamare le note (il finger picking è sempre stata una sua caratteristica, ma non solo). Molto bella anche l’elettrica, mai sopra le righe e invadente nello svolgersi del brano. Goran non ha perso l’ironia degli esordi e la strofa «…se guidare un mulo per te non è un problema coi tacchi a spillo, non come un contadino» ne è un esempio…I fiati poi arricchiscono ulteriormente un brano che si differenzia dal suono Kuzminac e confermano la sua voglia di andare avanti senza nostalgie. Fantasia è la filastrocca che segue (ripresa poi in maniera diversa nella dodicesima traccia e registrata con la banda della città di Turi, in provincia di Bari). Questo è uno di quei bozzetti delicati che il Nostro ama scrivere e che lo distinguono nella sua capacità di portarti in una propria personale dimensione. I flauti e la chitarra, con fiati e violini nel finale, conducono le danze. Il Respiro degli Amanti è una delle mie preferite. Goran è bravissimo nel cantare e suonare ballate che crescono ad ogni ascolto e la sua voce veste il tutto con grande classe. Il testo, molto riflessivo, si adagia su un tappeto musicale senza sbavature. I violini sono evocativi e colorano il tutto di calde sfumature. Un plauso ai bravissimi musicisti che accompagnano Goran. Ogni volta che mi tocchi è “classico Kuzminac” . Apprezzo sempre la sua Voce e anche qui la ricchezza dei suoni, con un sax assassino che ricama le note, rende il tutto molto piacevole . E’ una canzone d’amore, nulla di più, ma non è banale, scontata come molte pop songs italiane di artisti ben piuù osannati del Nostro. Cose che ci uccidono: in pochi album italiani ho mai ascoltato le chitarre suonare così bene come nella musica di Goran. Segno anche di una piena maturità anche in fase di produzione. Bella l’entrata della armonica che danza con il sax e il suono di una slide. E’ un po’ il mio mondo musicale e perciò inserisco il brano tra i miei preferiti di Fiato. Un breve intermezzo, di fatto strumentale (Gkolo), ci porta a Corro come nuvole. Blues bianco, con una calda interpretazione vocale. La voce segue una delicata slide e l’acustica: morbidi tappeti su un testo molto bello: «Cotto come nuvole e non riesco a volare, un ricordo lontano e un cuore da rallentare». Carmen dal passo lungo, anche questa canzone profuma di classico Goran…Un plauso al testo, davvero intenso così come i suoni della chitarra, sicuramente non banali. Tienimi con Te è una delicata canzone con suoni che rimandano a certe ballate irlandesi. La strofa «io la vita la respiro e mi faccio trasportare, come fumo di camino cerco canzoni da cantare» suona autobiografica. Un altro brano da ascoltare più volte per apprezzarne tutto il suo significato. L’album scorre verso la fine e le ballate contraddistinguono il suo epilogo, dandogli una positiva compattezza. Quello che ti do, il tema del tempo ricorre nella poetica di Goran (Tempo è una delle mie canzoni preferite dal passato della sua discografia) cui segue Per Nessuno un breve testo su una musica jazzata, come una ballata di Chet Baker, come rinchiudersi in una stanza ad ascoltare la propria musica preferita senza voler essere disturbati da niente e da nessuno. Solo per far scorrere i pensieri, con la massima libertà. Di Improbabilfantasia ne ho già parlato all’inizio della recensione. Non è altro che una reprise del brano Fantasia. Fiato si chiude con una bonus track davvero bellissima: Se fossi una mosca, che è uno dei miei preferiti. Sottolineo che qui Goran canta in maniera fantastica, con una impronta diversa, più intensa, rispetto al solito. Un plauso quindi ad un prodotto di un artista da non dimenticare, da recuperare o magari semplicemente da scoprire.
Il passato non conta. Il presente è questo ed è un presente di un musicista artigiano delle sette note. Vi consiglio di cercare l’album, lo potrete acquistare in rete collegandovi al link www.seicorde.com. Non ve ne pentirete. Non credo di aver scritto, in tanti anni, recensioni di artisti italiani, il mio mondo è altrove, ma non per snobismo o esterofilia, ma solo perché mi è difficile trovare qualcosa che mi emozioni nel panorama nostrano. E non perché è un mio vecchio amico, ma con molta obiettività vi consiglio l’ascolto di questo ottimo album.
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