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MUSICA. "Love PDF", i Plan de Fuga fanno faville

Una breve premessa: la situazione della radiofonia italiana, per quanto attiene la programmazione musicale, tranne qualche eccezione (Radio 2, per esempio) è semplicemente disastrosa. La maggior parte delle emittenti è prezzolata da ciò che resta di un’industria discografica in piena crisi sia finanziaria che creativa. Provate a sintonizzarvi sulle principali stazioni radiofoniche nazionali (le locali stanno anche peggio) e ascolterete sempre le stesse canzoni e voci vacue incensare sempre i soliti noti che poco hanno a che fare con l’Arte della Musica, pur parlando di musica popolare o rock (etichetta abusata per troppi pseudo artisti per i quali il massimo del “rock” è riascoltare il pop dei Queen, per esempio, o il cotto Vasco nazionale ecc.). Perché ho fatto tale premessa è presto detto. L’album di cui voglio parlarvi è un album di un gruppo italiano, bresciano per la precisione: Plan de Fuga. Sono al loro secondo lavoro, il primo era “In A minute” pubblicato nel 2009 per un’etichetta indipendente. Il loro nuovo disco è questo “Love PDF”, 11 tracce, sempre cantate in inglese dal bravissimo Filippo De Paoli accompagnato dai pards Marcello Daniele (basso e voce), Simone Piccinelli (chitarre, piano, rhodes) e  Matteo Arici (batteria). Bene, “Love PDF” meriterebbe almeno di essere pubblicizzato, trasmesso, respirato a livello nazionale. Se fossero un gruppo americano o inglese, avrebbero  ampio riscontro sia di critica che di pubblico. Per ora, come il suo predecessore, l’unico network importante che lo irradia è Virgin Radio (con tutti i limiti che anche tale radio ha).  E lo merita davvero. La prima traccia scelta come singolo è “Touchè", brano diretto, di sicuro impatto e, soprattutto, subito riconoscibile per quello che è già il “Plandefuga touch”. La voce di Filippo migliora con la maturità di un cantante che appare ormai rodato dai molti concerti (inutile ricordare ancora che nel 2010 suonarono  all’Heineken Jammin’ Festival ). Il suono, come già ebbi a dire ascoltando il loro album d’esordio, si caratterizza per compattezza e per i contrasti musicali fra atmosfere morbide che poi sfociano in terreni più duri, evitando banali refrain e il rischio del già sentito. “Make It” ci porta a toni oscuri  e il testo, molto semplice e diretto, si sposa benissimo con un brano che, penso, dal vivo potrà fare faville. “Better4You”: anche questo pezzo evidenzia la vocalità del cantante che con facilità spazia dalla ballata a ritmi più consoni ad una rock band, vera però. Mi piace molto l’originalità del suono della chitarra elettrica  che, discretamente, ricama su un tappeto sonoro solido come il granito. “Not Ordinary dreams” è, per chi scrive, il capolavoro dell’album. Inizio pianistico, voce narrante che swinga sul crescendo, con soluzioni musicali a sorpresa. Il piano quasi jazzy e la chitarra di Simone che gioca con il drumming di Matteo Arici. I testi dell’album hanno tutti in comune il parlare d’amore, nelle mille sfumature del sentimento. Il testo di "Not Ordinary Dreams" è davvero bellissimo e si avvicina, per rabbia e ironia, al dylaniano “Most likely you go your way (and i'll go mine)”. La confezione del cd offre uno splendido libretto (un po’ difficile da consultare per chi avesse problemi di vista, ma questo è il limite dei cd, il vinile anche da questo “punto di vista” era un’altra cosa…) e potrete quindi leggervi anche le liriche, davvero degne di nota. Inoltre potrete trovare anche un dvd con un cortometraggio girato dal bravo Davide Fois. La visione aiuta per entrare ancor di più nelle canzoni di "Love PDF". “This Was Your Bad” segue una rockettara “On Your Own”,  è un altro degli highlights dell’album. La potenza vocale di Filippo emerge con i suoi classici crescendo che avvolgono l’ascoltatore. La prima volta che ascoltai Plan De Fuga paragonai la voce del cantante a quella di Dave Matthews, è facile, quando ascolti per la prima volta, musicisti, trovare paragoni. Bene, devo dire che il nuovo lavoro dimostra che il suo “cantato” si è fatto più personale e quindi lo si può paragonare solo a se stesso…“The Crowd Artist”, “The Jump”, “ All That Stands Around” e “Violence” ci portano alla fine del disco. Fra queste ho una predilezione per “All That Stands Around”  e “Violence”, quest’ultima con una breve interruzione che sfocia in un finale musicale sorprendente. La aspetto live e, a proposito, vi segnalo il prossimo nuovo tour del gruppo che li vedrà, per la prima data, aprire all’Alcatraz di Milano, il concerto del 6 Novembre dei Gaslight Anthem!
Altre date:
10 Novembre 2012 – Latte Piu Live – Brescia
17 Novembre 2012 – Rock ‘n’ Roll Arena – Romagnago Sesia (No)
15 Dicembre 2012 – Afterlife – Perugia
21 Dicembre 2012 – Off – Modena
04 Gennaio 2013 – New Age Club – Roncade (Tv)
11 Gennaio 2013 – Satellite club – Rimini
Un album, quindi, che vi consiglio caldamente, che cresce ad ogni ascolto per un gruppo che, per il futuro, penso potrà mettere sempre più a fuoco la propria creatività, riuscendo probabilmente a varcare gli sterili confini nazionali. Non cercate di etichettarli (ho letto da qualche parte definizioni del loro sound come Dark od altro), una delle loro migliori doti è la personalità, una firma e quindi sarebbe riduttivo incasellarli.

 

 

 

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