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Se n’è andata Gae Aulenti, la “signora dell’architettura”

Insieme alla sua ultima sigaretta, dopo una lunga malattia, si è spenta ieri nella sua casa milanese, Gae Aulenti. Pioniera del design e “signora dell’architettura”, come ovunque veniva definita, ha realizzato progetti straordinari, come quello del Museo d’Orsay che l’hanno resa famosa nel mondo. Molti muri sono stati costruiti, su sua indicazione, per realizzare le forme e i volumi di quella architettura neoliberty che la distinse (eccome!) dalla tradizione razionalistica italiana. Ma non tutti i muri andavano a genio a questa splendida e operosissima anziana signora. Non le piaceva, per esempio, il muro che separa il Messico dagli Stati Uniti e nemmeno quello che, imbrattato di sangue, divide i territori israeliani da quelli palestinesi. Perché la sua era una visione del mondo aperta e inclusiva, democratica e illuministica. Che prendeva spunto dagli ambienti e dai contesti urbani per realizzare, in armonia con essi e con la loro storia, spazi per gli uomini e le donne, per tutti gli uomini e per tutte le donne. E non per alcuni soltanto.
Gaetana Aulenti, detta Gae, nasce a Palazzolo della Stella (Udine) da genitori pugliesi e si forma a Milano (una città alla quale rimarrà sempre legata) negli anni Cinquanta. Da questo intenso e fervido periodo di studio e di frequentazioni intellettuali, a capo di quella cultura architettonica ribelle agli stilemi neogeometrici del razionalismo, nasce il tema floreale del Museo D’Orsay o la lampada Pipistrello che trae spunto dalle sollecitazioni formali dell’Art Nouveau. Negli anni Ottanta, la signora dell’architettura contribuisce all’allestimento del Centre Georges Pompidou a Parigi e interviene da par suo nella ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia. Nel 2000 realizza il design della stazione della metropolitana a Napoli. Fra le opere più recenti, il restauro dell’Istituto italiano di cultura e la nuova aerostazione dello scalo San Francesco di Assisi che sarà inaugurata fra non molti giorni. E decine e decine di altre realizzazioni in architettura e nel design industriale. Insomma Aulenti ha lavorato fino alla fine con grande entusiasmo e determinazione. Malata ormai da molto tempo, la sua ultima uscita pubblica risale appena allo scorso 16 ottobre per ricevere – cosa che l’ ha resa particolarmente felice - il premio alla carriera conferitole dalla Triennale della sua amata Milano. Ma moltissimi altri e prestigiosi sono stati i premi ricevuti da questo talento dell’architettura che ha illustrato l’Italia nel mondo e che è stata ed è, a ragione, ritenuta uno dei più grandi architetti e designer del nostro tempo. Presidentessa dell’Accademia di Belle Arti di Brera, ha ricevuto la Legion d’Onore della Repubblica Francese e il titolo di Commandeur dans l’Ordre des Artes et des Lettres, oltre al Premio speciale per la Cultura della Repubblica italiana. Carica di onori e gloria, il suo garbo e la sua asciutta eleganza l’hanno accompagnata sino alla fine.

 

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