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Bobby Bare, sorprendente quasi come Johnny Cash

Robert “Joseph” Bare, in arte semplicemente Bobby Bare è nato nel 1935. E’quindi un veterano, un musicista entrato nel mondo della musica country americana negli anni ’50. Un Johnny Cash, meno ispirato, ma l’uomo nero era unico, ma comunque un artista importante che, negli States, almeno gode di grande popolarità (peraltro il figlio Bobby Dare Jr. è un artista country acclamatissimo nel suo Paese). La sua carriera si puo’ dividere in quattro periodi contraddistinti da vari cambi di casa discografica : RCA dal 1962 al 1970, Mercury dal 1970 al 1972 ,ancora RCA dal 1973 al 1977, Columbia dal 1978 al 1983 , negli anni successivi è stato un po’ in disparte ma sempre attivo e popolare. Questa introduzione per inquadrare un grande cantante che, probabilmente, in Italia, pochi conoscono e che,se non avesse pubblicato un suo , lo dico subito, nuovo splendido album, lo scorso mese di Novembre, non avrebbe suscitato il mio interesse e il desiderio di parlarvene. “Darker Than Light”, questo il titolo del nuovo lavoro, è sorprendente, quasi come le ultime prove di Johnny Cash prodotte da Rick Rubin o lo straordinario recente album del gallese Tom Jones.
La voce  e la scelta dei brani fanno la differenza. L’esordio con una nuova etichetta , la Plowboy Records, hanno rinvigorito l’artista che, dopo un strana apparizione in Norvegia nel contesto dell’ Eurovision dove si è classificato al terzo posto, ha deciso di aprire il suo cuore regalandoci 16 perle. Prodotte da un produttore di estrazione punk (?)Cheetah Chrome , con il piu’ tradizionalista Don Cusic , registrato a Nashville, innovazione e tradizione si sposano regalandoci emozioni. Covers di Bob Dylan, U2, Lead Belly, Alejandro Escovedo (che appare anche nella sua  splendida canzone “I Was Drunk”) ed altri, unite ad alcuni brani originali dello stesso Dare, scorrono senza mai annoiare. I suoni sono scarni ma la pienezza della voce riempiono e a volte, come nel caso della bellissima “Woody”, dedicata , ovviamente a Guthrie, lasciano senza fiato. Ascoltate la cover di “I Still Haven’t Found What I’m Looking For” degli U2, e qui il paragone con Cash , che aveva reso splendidamente “One”, non puo’ non scattare e il sig. Dare non gli è secondo. Un arrangiamento leggero ma con un’intensità incredibile. Oppure  “Farewell Angelina” , brano di Bob Dylan che ricordiamo per la splendida versione di Joan Baez o la tradizionale  “House Of Rising Sun” , molto rallentate e drammatiche nel racconto. La resa della classica “Shenandoah”, lontana dagli stilemi della Nashville nazional-popolare , è una preghiera con un accompagnamento tradizionale ma, ripeto, molto innovativo (i violini  e le acustiche offrono un tappeto meraviglioso). “Banks Of Ohio” , ballata di morte del diciannovesimo secolo che ha visto mille interpretazioni (tra le quali anche quella del piu’ volte citato Cash) è tradizione ma quella vera ed onesta. Altro grande classico  che deve la sua fama alla versione del Kingston Trio (Pete Seger per intenderci) è “Tom Dooley” , cover non banale e intensa. La voce del bravissimo Vince Gill aiuta Dare nella country ballad (scritta dallo stesso Dare) “ I Was a Young Man Once” ed è davvero gradevole, pur magari poco originale.
Un doveroso plauso ai  musicisti che accompagnano il cantante :  Buddy Miller e Randy Scruggs alle chitarre , Byron House al basso, Marco Giovino , batteria e altri membri della Band Of Joy di Robert Plant. Musicisti di grande esperienza non potevano deludere. Tra gli altri brani citerei la meravigliosa “Dark As A Dungeon” di Merle Travis , brano ripreso persino da Bob Dylan e la conclusiva “The Devil and Billy Markham” di Shel Silverstein , ove il testo viene declamato dalla potente voce di Dare. E il testo è una storia con tanto di dialoghi che vi consiglio di andarvi a leggere (troverete il testo in rete). Peccato che, all’ultimo momento , sia stata scartata dal cantante la cover di “San Diego Serenade” di Tom Waits, artista da lui  molto amato , spero di poterla , prima o poi, ascoltare. Avvicinatevi senza pregiudizi a questo lavoro. Cercatelo e credo sia un ottimo regalo che Vi farete, sicuramente è musica senza tempo destinata a durare e, di questi tempi, è davvero cosa rara . Come sempre, buon ascolto.

 

 

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