Giovedì 31 Luglio 2014 - Ultimo aggiornamento 13:30
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi


LIBRI & CONFLITTI. Estratto da IL GRANDE CAVALLO BLU, di Iréne Cohen-Janca - orecchio acerbo
Libri & Coflitti. Paolo vive a Trieste, la città della bora. Va a scuola, adora i pasticcini alla crema, e abita al San Giovanni, un ospedale.
Un ospedale molto speciale, dove si cura chi ha male all’anima. Figlio della lavandaia, è l’unico bambino, e il suo amico del cuore è Marco, il vecchio cavallo che trasporta i fagotti della biancheria. Chiuso tra le cancellate invalicabili dell’ospedale, trascorre i suoi pomeriggi insieme con l’uomo-trottola, la donna scalza, l’uomo albero… Fino al giorno in cui un nuovo dottore, Franco Basaglia, ostinato come il vento e matto da legare, decide di slegare tutti i malati e abbattere quelle cancellate.

Mercoledì 18 aprile sarà online la recensione del libro.


(...)
L'ospedale San Giovanni sorge su una collina, sopra la città vecchia, fra pini, pietraie e ortensie. È grande come un viallaggio, con una piazza, una chiesa, un teatro, un macellaio, un barbiere e grandi edifici per alloggiare i malati. Ma il parco è recintato, le finestre sbarrate da grate e le porte chiuse a chiave. I matti non hanno il diritto di uscire dall'ospedale, che sembra un villaggio, ma dove sono rinchiusi come in una prigione. La bora ha smesso di soffiare, ma tutti sono ancora molto nervosi. Ieri è arrivato un nuovo medico, il dottor Franco Basaglia.
Dicono che sull'ospedale soffierà un vento dieci volte più terribile della bora più scatenata. Dicono che viene qui per demplire i muri dell'ospedale, i muri che lo circondano e impediscono ai matti di uscire. Dicono che getterà via tutte le medicine, le piccole pillole di tutti i colori, le camicie di forza e gli apparecchi che mandano corrente elettrica nel cervello dei malati. Li chiamano elettroshock.
Dicono che vuole guarirli in altro modo.
Nonno Giuseppe sospira: "Si dicono un mucchio di cose, Paolo. Bisogna aspettare di conoscere l'uomo, guardarlo fare e ascoltarlo".
Gli infermieri parlano tra loro. Ci sono due gruppi.
A favore e contro Basaglia.
Silvio, arrivato da poco, discute con due vecchi infermieri.
"Ma che cosa vuole questo Basaglia?" dice Ettore. "Crede che sia facile, che i matti possano vivere come tutti gli altri, che basti lasciarli uscire?"
"Non è facile, ma è semplice" risponde con foga Silvio. "Lui vuole sosituire i medicinali, gli eletroshock, e tutto ciò che abbrutisce i malati, con le parole e le libertà"
"Allora vuole soltanto parlargli?"
"Sì, vuole parlargli e dargli un po' di libertà."
Mantre gli infermieri discutono, i matti sono un po' lasciati a se stessi.
Vagano per il parco.
L'uomo che  crede di essere un albero, lui non lascia quasi mai il parco perché è lì che c'è la sua famiglia. A furia di parlare agli alberi e di amarli, ha finito per assomigliargli. Abbraccia i loro tronchi come un innamorato la sua fidanzata. Nella bella stagione, vuole sempre vestirsi di verde.
(...) 


Il grande cavallo blu,
di Iréne Cohen-Janca
illustrazioni di Maurizio A. C. Quarello
traduzione di Paolo Cesari
pagine 42
orecchio acerbo
euro 12, 50
ISBN 9-788896-806227 
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi