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Libri & Conflitti. Lo stralcio di LE VITE SGHEMBE, di Francesco Zanarini
Libri & Conflitti. Le vite sghembe, di Francesco Zanarini (edizioni ensemble)Nell'era di Internet, in un mondo globale, tutto sembra a portata di mano. Eppure una schiera di giovani insegue le proprie vite senza mai raggiungerle. Poveri di speranze e opportunità cercano soluzioni individuali a un problema collettivo. Quella di Gillo sarà una guerra individuale. Un percorso ripido fatto di bivi, amori impervi e rabbie, tratti esposti, passioni in salita e dubbi. Catapultato verso un groviglio di vittorie e sconfitte sarà un funambolo sul gorgo perfido della precarietà. Giocata sul filo dell'ironia e della tragedia, Francesco Zanarini ci racconta una generazione con i suoi tic, i suoi pregi e le sue fughe, una generazione che ha molto da dire e tanto da raccontare.

Domani sarà online l'intervista a Francesco Zanarini

− Mi dicono che lei è un po’ indietro con le telefonate − disse l’ingegnere tutto circondato dal fumo della sua sigaretta − purtroppo questo avrà delle ripercussioni sul suo stipendio, è inevitabile.
Lei sa che bisogna mantenere un determinato numero di telefonate andate a buon fine.
− E quante? − domandò Gillo per provocare.
− Una media di otto al giorno, perché non lo sa?
− Sul contratto non c’è scritto niente di questo − rispose, sapendo che sulla carta aveva ragione.
− È un numero indicativo che serve per arrivare agli obiettivi del progetto su cui lei lavora − cercò di giustificarsi l’ingegnere.
− Nonostante i contratti si chiamino a progetto qui nessuno lavora su un progetto, anche la segretaria ha un contratto a progetto!
Vuole spiegarmi quale giustificazione può avere un lavoro a progetto per una segretaria?
− Senta, si preoccupi di fare il suo lavoro, mi risulta che è rimasto molto indietro − minacciò l’ingegnere, il quale non voleva certo avere tra i piedi qualcuno che si prendesse anche il diritto e la briga di manifestare dissenso e soprattutto di reclamare i propri diritti.
− Le sue fonti non sono esatte, può controllare, sono in linea con i tempi, anzi credo che raggiungerò gli obiettivi prima di quanto previsto − concluse Gillo alzandosi dalla sedia, poi si voltò ed uscì dalla stanza, lasciando l’ingegnere al fumo e alla sua
fottutissima sedia.
Nei giorni successivi Gillo aumentò il numero di telefonate e in poco tempo raggiunse la quantità sufficiente richiesta dagli obiettivi del contratto.
Quel giorno si alzò prima del previsto dalla postazione ma mentre stava per uscire dal call center il responsabile lo seguì fino
all’uscita dell’edificio, lontano da occhi ed orecchie indiscreti, e lo fermò.
− Senti − gli disse prendendolo per il braccio − tu a me la figura del coglione non me la fai fare, hai capito?
Gillo lo guardò dritto negli occhi, come fanno i pugili prima di un incontro − allora è meglio che mi lasci perdere, idiota!
− L’ho capito che ti inventi i dati, non è possibile che riesci a fare tutte quelle telefonate in così poco tempo. Ma questo
scherzetto ti costerà caro! − replicò il responsabile lasciando la presa e spingendolo. − Io ti rovino! Stai attento a quello che fai!
− Ma vaffanculo! − gli rispose secco Gillo allontanandosi di spalle.
La mattina dopo nello stupore generale, tra chiacchere e passaparola, Gillo era diventato un caso, un cattivo e una bandiera allo stesso tempo, ma la paura regnava tra i colleghi e nessuno mostrava davanti ai responsabili di stare dalla sua parte. L’ingegnere
lo convocò nuovamente nella sua stanza, quella con la sedia gigante di pelle nera, e lo fece accomodare sulla solita sedia piccolina di tela rossa mezza sbilenca dall’altra parte della scrivania.
Gillo osservò che il rapporto tra le sedie doveva in qualche modo simulare quello tra i seduti e questo gli provocò un principio
di risata nella tensione generale.
− Ho saputo che ha ottenuto ottimi risultati completando gli obiettivi − esordì l’ingegnere.
− Si − rispose Gillo spiazzato dalle sue parole. Quella inaspettata cordialità lo mise in allerta.
− Non so come lei abbia fatto, ho richiesto dei controlli, ma i dati che ha acquisito risultano corretti.
− Ho utilizzato un metodo diverso che consiste... − Gillo cominciò a spiegare l’idea che aveva attuato e mentre parlava Davide vide l’ingegnere cambiare espressione. Non era più quella scimmia pelosa che si allisciava il mento ascoltando, ma un maiale grasso che teneva la sigaretta tra le dita unte. Poco cambiava, sempre schifo faceva.
− Fantastico! − esultò l’ingegnere-maiale − ho da farle una proposta. Con questo metodo potremmo aumentare notevolmente
i rendimenti, non c’è tempo da perdere le farò rinnovare subito il contratto e stavolta per un periodo più lungo. Intanto continui le telefonate avrà il contratto domani. Poi chiamò il responsabile dicendogli di preparare le carte, quello non ci vedeva dalla rabbia. Mentre usciva dalla stanza incrociò il responsabile che lo guardò di traverso. Gli passò davanti lasciandoselo alle spalle ma quella volta il corridoio gli sembrò più stretto e lungo perché si sentiva osservato.

Francesco Zanarini nasce a Roma nel 1976. Dopo aver conseguito la laurea in Fisica consegue il dottorato di ricerca in geofisica. Finalista al Premio Villa Torlonia.
Le vite sghembe è il suo primo romanzo.

Autore: Francesco Zanarini
Titolo: Le vite sghembe
Collana: Echos
Anno di pubblicazione: 2012
Pagine: 292
Costo: 13,90 euro
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