Mercoledì 19 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento 16:26
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi


Il nostro impegno sui Libri nel grande Libro del conflitto
. Per il nuovo anno di Libri & Conflitti ci delizia l’idea di tornare su Controlacrisi con un augurio in formato parola, “in oggetto libro” e ripartire con i consigli di lettura di autori che sono stati protagonisti della nostra rubrica, ma anche di altri che hanno contribuito a dare vita al mercato editoriale italiano di questi anni.
Continueremo a interessarci con particolare attenzione a quello della piccola e media editoria che resterà, anche per il 2013, il vero protagonista di
Libri & Conflitti
.

“Su tutti – consiglia Enzo Di Brango - segnalo il lavoro di Francesco Palmieri, Il libro napoletano dei morti (Mondadori), un affresco meraviglioso di storia patria, dove rivivono personaggi ormai presenti solo nella tradizione orale del popolo, la cui vita e la cui morte ci lasciano indicazioni forti sulla trasformazione del nostro paese nei suoi primi 150 anni. Viene, quindi – aggiunge Enzo - l’interessante saggio di Tommaso De Lorenzis e Mauro Favale, L'aspra stagione (Einaudi), cui sono legato perché i fatti che si raccontano e si analizzano sono quelli della mia prima gioventù, i miei 20 anni attraverso gli occhi di Carlo Rivolta, giornalista lucido e folle della rivoluzione del ’77. Per quanto riguarda le piccole case editrici voglio, invece, segnalare. Attilio Coco, Ho una storia per te (Spartaco).

E’ Riccardo De Gennaro, a consigliarci Soggiorno in una casa di campagna, di W.G Sebald Adelphi.
“In questo libro – spiega De Gennaro - si raccontano alcuni aspetti della vita di grandi scrittori come Keller, Rousseau, Morike, Hebel e, soprattutto, Robert Walser. Sebald affronta la vita degli scrittori che più ama come se fosse un gomitolo: ne afferra un capo e lo srotola, facendo molta attenzione a non ingarbugliare la matassa. Utilizza, dunque, nel suo narrare, doti come il tatto, la delicatezza, la lucidità, la precisione. Noi lettori, ipnotizzati, lo seguiamo docilmente, anche su terreni impervi, come se fosse una bellissima passeggiata. La scrittura di Sebald – continua - rende tutto estremamente suggestivo, anche episodi della vita altrui che pensavamo non ci potessero interessare. Sebald sa illuminare la vita di uno scrittore o di un artista con un semplice dettaglio. Non ci dice tutto, ci dice quello che è essenziale e ci convince piacevolmente a fare nostri i suoi sentimenti, che non nasconde mai. Alla fine vorremmo andare a leggere tutti i libri che nel libro vengono citati”.

“Nel caso del libro che voglio consigliare - ci confida Filippo Manganaro - forse è improprio parlare di “amore”, sentimento che, riferito all’editoria, meglio si adatta ad altre forme narrative. Voglio invece consigliare un saggio storico che mi ha particolarmente colpito perché porta alla luce una dimensione politica e sociale quasi sconosciuta o, comunque, da tempo dimenticata di una città che, per altri versi, è fra le più conosciute e “radiografate” del mondo. Si tratta di Roma Sovversiva, anarchismo e conflittualità sociale dall’età giolittiana al fascismo (1900-1926), di Roberto Carocci, Odradek edizioni.

Questo è il punto (Laterza) di Francesca Serafini, sceneggiatrice, scrittrice e storica della lingua italiana. E' l'attenzione di Gaja Cenciarelli su questo libro. "Perché affronta una materia complessa - racconta - e talvolta ostica come la linguistica, e l'uso della punteggiatura, con una competenza che le rende fruibili e chiare anche al profano. Inoltre ha uno stile ironico e asciutto che fa della lettura di questo manuale un'esperienza piacevolissima.

Qualcuno consiglia un passaggio di lettura con l’amatissima Amélie Nothomb di Una forma di vita. Si tratta di Massimiliano Coccia. “Lo consiglio – racconta - perché la crisi si vive anche sul proprio corpo e nelle nostre società opulente. L'accumulo corporeo diventa metafora di infelicità, di costrizione all'ingordigia per scappare, per esplodere contro un destino già scritto. Consiglio la lettura. Tutta d'un fiato”.

“Roma ha un dialetto – spiega Stefania Nardini. - E anche un’anima sfregiata da predatori senza sogni e senza storia. Roma è un modo di dire, una traccia lasciata da un passato segnato da piccole e grandi gesta dei nostri padri. Roma va raccontata com’è. Sguaiata e innocente, delicata e austera, ammiccante e complice”. Sono le pagine di Suk Ovest, di Massimiliano Smeriglio (Fazi editore). “L’autore - continua Nardini - sta portando avanti un’operazione di ricucitura alla quale noi romani, e non solo, dovremmo essere grati. In Suk Ovest racconta un quartiere, un vero quartiere, non di quelli piccolo-borghesi con i giardini deserti perché far giocare i bambini non fa chic. Lui racconta la Garbatella, ginocchia sbucciate, sgarri e vita agra. Ma anche felicità”.

Davide Malesi, invece condivide con noi il “suo” libro del 2012 è stato Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank, di Nathan Englander (Einaudi). Primo, secondo e ultimo racconto potentissimi. Il primo, quello che dà il titolo alla raccolta, ha un andamento sommesso tutto basato sui dialoghi che costruisce la tensione sotto traccia ed esplode sul finale in un modo che proprio non ci si aspetta. Il secondo, "Le colline sorelle", ha uno schema quasi da tragedia antica, una drammaturgia e un ritmo perfetti e un cambio di punto di vista, anche qui sul finale, veramente prodigioso. L'ultimo, "Frutta gratis per giovani vedove", ha una storia atroce (racconta cosa succede a uno che torna a casa dopo che è sopravvissuto al campo di sterminio) ed è così intenso e disturbante dal punto di vista emotivo che a tratti mi faceva venir voglia di mettermi a urlare. Ce ne fossero.

Filippo Tuena dev’essere un lettore fedele e affezionato. “Ogni volta che esce uno smilzo libro di Giampiero Neri, vado ad acquistarlo in libreria con animo allegro. Quindi, il mio voto è per Il professor Fumagalli e altre figure (Mondadori).

Per il 2012 Sandrino De Fazi non ha che una scelta da proporci: L’inumanodi Massimiliano Parente (Mondadori). “È un romanzo epocale - ci scrive - proprio nel senso che smentisce, con estrema lucidità sostenuta da precisi riferimenti scientifici (biologici), i luoghi comuni della storia umana. Allo stesso tempo è, tra molto altro ancora, una requisitoria che irride in modo esilarante gli errori di molta letteratura italiana di oggi.

Loredana Lipperini, "Se parliamo di italiani - consiglia - Perciò veniamo bene nelle fotografie, di Francesco Targhetta (isbn edizioni). Perché era difficile affrontare - di nuovo - il discorso del precariato giovanile e di una generazione immobile, e lui c'è riuscito. Per di più, in versi".

A volte ritorno è il consiglio di Gianluca Morozzi per l'umorismo, satira sulle religioni, satira sulla tv, sulla musica e sugli esseri umani. E anche per delle pagine davvero toccanti.

I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante.
Fernando Pessoa

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi