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Libri & Conflitti. Intervista a Davide Rivolta
Libri & Conflitti Ne abbiamo pubblicato uno stralcio qualche giorno fa del saggio La prosopagnosia. Un mondo di facce uguali, di Davide Rivolta. Abbiamo intervistato l'autore perché possano tutti familiarizzare con quella che lui definisce "una particolare condizione del sistema visivo", la prosopagnosia. Un saggio da leggere per conoscere e comprendere l'affascinante e difficile mondo del non riconoscimento dei volti.

Perché un libro su la prosopagnosia? il tuo obiettivo personale e da ricercatore.
Il motivo e’ semplice: informare. Prima di Marzo 2012, anno di pubblicazione del mio lavoro, non esisteva in Italia un libro che parlasse in modo specifico di prosopagnosia. Spesso noi scienziati siamo criticati per il fatto che quello che facciamo viene ritenuto troppo complicato, astratto, senza agganci al mondo reale. Questo libro e’ un, seppur modesto, tentativo di abbattere le barriere tra scienza di alto livello e opinione/informazione pubblica su una tematica che ha un immediate riscontro sociale.

I dati in Italia della malattia
Non esistono stime ufficiali in Italia. Comunque, dati che ci giungono da Germania, Inghilterra, Stati Uniti e Australia stimano la prevalenza della prosopagnosia attorno al 2-3% della popolazione generale. Il che significa che, in teoria, circa 1.5 milioni di persone in Italia potrebbero esserne affette.

Quanto e dove se ne parla? Chi ne è affetto a chi si rivolge?
Su internet si possono trovare blog, forum e pagine facebook sull’argomento. A livello nazionale sono venuto a conoscenza di un articolo sul Corriere della Sera. Qundi, in generale, se ne parla poco. La scarsa conoscenza del disturbo coinvolge anche specialisti. Pochi tra medici e psicologi conoscono la prosopagnosia in modo sufficientemente approfondito. Questo potrebbe avere drammatiche ripercussioni in ambito clinico in quanto, come gia’ accaduto, bambini con prosopagnosia possono ricevere l’errata diagnosi di autismo con tremende ripercussioni emotive sulla famiglia. Sono inoltre convinto che dovrebbero essere messe a punto campagne di aggiornamento nelle scuole: la prosopagnosia deve essere conosciuta e individuata quanto la dislessia o i disturbi del calcolo. Nel mio piccolo, ho recentemente messo a disposizione un indirizzo email (prosoricerca@googlemail.com), in cui chi crede di esserne affetto puo’ scrivermi e ricevere suggerimenti e rassicurazioni. Gia’ in molti lo hanno fatto.

Esiste una differenza tra la conoscenza che se ne ha in italia rispetto al resto del mondo? e, visto che è riconosciuta come patologia, cosa fa il nostro paese perché sia diffusa la sua conoscenza?
Faccio due esempi. In Inghilterra se ne parla molto sui media ed si trovano libri sull’argomento. Inoltre esistono istituti, as esempio a Londra, che organizzano incontri annuali sulla prosopagnosia. Durante questi incontri persone comuni, scienziati e prosopagnosici si incontrano e discutono sul tema. In Australia, paese in cui ho trascorso quattro anni a svolgere attivita’ di ricerca, e’ stato il nostro gruppo della Maquarie University a parlarne per primo (nel 2007) in pubblico attraverso radio e TV. Abbiamo inoltre creato un database in cui diverse centiaia di persone hanno lasciato la loro testimonianza; molte di esse hanno inoltre contrinuito partecipando alle nostre attivita’ di ricerca. In Italia e’ difficile fare sensibilizzazione sul tema. Ho contattato diverse testate quali Corriere della Sera, Repubblica, Focus (solo per citarne alcuni) ed emittenti radiofoniche descrivendo il problema e dando la mia disponibilita’ a raccontare la prosopagnosia. Non ho mai ricevuto alcuna risposta.

Come vivono i prosopagnosici?
Preferirei indicare la prosopagnosia come una particolare condizione del sistema visivo, e non come una malattia. Per questo non mi riferisco a chi ne soffre come pazienti, ma come “persone con prosopagnosia”. In ogni caso, alcune di loro sono molto ansiosi e vivono ogni circostanza sociale come un incubo in cui sono terrorizzati dal fatto di non riuscire a conoscere persone familiari quali un cugino o un vicino di casa. Altre la prendono con humor e raccontano a tutti del loro problema ridendoci sopra. Tuttavia, la mia esperienza dice che le persone appartenenti a quet’ultima categoria sono in netta minoranza.

Esistono cure? per limitare la patologia
No. Attualmente non esistono cure specifiche. Questo e’ anche dovuto al fatto che la ricerca ha da poco iniziato a studiare possibili rimedi. Tuttavia,esistono studi che dimostrano come alcune persone con prosopagnosia siano riuscite a migliorare le loro abilita’ quotidiane di riconoscimento volti grazie a training neuropsicologici. Inoltre, una ricerca molto recente dimostra come la somministrazione (nasale) dell’ormone osstocina riesca a mitigare, temporaneamente, gli effetti della prosopagnosia. Possiamo concludere dicendo che oggi sappiamo cos’e’ la prosopagnosia, ma non sappiamo bene come intervenire per alleviarne gli effetti. Sono convinto che nei prossimi anni avremo le idee molto piu’ chiare anche su come intervenire.


La prosopagnoisa. Un mondo di facce uguali
di Davide Rivolta
FerrariSinibaldi Edizioni
pagine 190
ISBN 978-88-96826-84-3

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