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Libri & Conflitti. L'estratto da Morire di non lavoro
Libri & Conflitti.  "L’indagine sulla percezione soggettiva della crisi, proposta attraverso la tecnica del focus group, è applicata alle situazioni italiana e spagnola/catalana, permettendone una lettura comparata, da cui emergono similitudini, peculiarità e differenze di comportamento rispetto a politiche che producono sofferenza e umiliazione nelle popolazioni, incontrando rabbia nelle piazze e disperazione nell’isolamento. Fino al suicidio, come risposta individuale che si fa collettiva e riempie di sé la cronaca degli ultimi anni. Mentre si strutturano strategie singole e di gruppo messe in atto dalle persone per resistere". Questa è parte delle tematiche affrontate inmorire di non lavoro. La crisi nela percezione soggettiva, di Elena Marisol Brandolini (pagine 153 euro 10,00 ediesse). Riportiamo qui un estratto dal testo che mostra la condizione della Spagna e a partire da una riflessione che per Controlacrisi ha fatto la stessa giornalista, autrice del libro: "In Catalogna del suicidio se ne è iniziato a parlare con il problema degli sfratti, all’inizio infatti era argomento sui cui si taceva, perché tra il governo e aziende trasporti sembrava esserci un accordo. Era la volontà di non far emergere il problema, e anche quello di non permettere di far accrescere l’emulazione. Poi è stato impossibile nascondere i suicidi perché qui c’è una legislazione passata. In soldoni se paghi il mutuo e perdi casa ti resta il debito da pagare. Gli sfratti sono stati portati all’opinione pubblica e così i suicidi".


2. Di crisi si muore
2.1 Incontro di Barcellona
Far finta di essere sani

Non è detto che non ci siano suicidi in Spagna e in Catalogna, normalmente la regola è che non si pubblichi niente e così non se ne parla. Sui giornali è uscita la notizia di un uomo che si è tolto la vita solo perché prima di suicidarsi ha ammazzato il figlio invalido.
Ad ogni modo, le malattie mentali e fisiche sono in crescita. È vero che mettersi insieme ad altri per lottare contro questo stato di cose produce entusiasmo e dà forza, allontanando la voglia di suicidarsi.

Ultima sponda il sostegno familiare
I servizi per l’impiego non sono stati all’altezza della situazione; in alcune zone, come al Prato ad esempio, dove è alta la presenza degli immigrati, ciò è particolarmente evidente. Ha funzionato invece il sostegno familiare.
È aumentato, però, il numero delle persone che ricorrono ai servizi di salute mentale, come accade nella città di Sant Boi; si tratta per lo più di persone non protette da un punto di vista sociale, spesso sono famiglie intere. Magari al suicidio non ci si è ancora
arrivati, però la strada è pericolosamente aperta.
Sta aumentando il tasso di violenza in famiglia, tra le generazioni. Il disagio è diffuso anche tra chi lavora, per la pressione che viene esercitata in nome del miglioramento della performance; ci sono stati anche casi di suicidio: si può arrivare ad un certo livello di rottura psicologica.
Gli imprenditori in Spagna e in Catalogna non hanno accesso al credito e i lavoratori autonomi non hanno alcuna indennità di disoccupazione, non hanno alcun sostegno dallo Stato. È difficile quando si è avuto un certo tenore di vita, è un colpo a livello psicologico. E riguarda anche i bambini, quando non si riesce a pagare la retta delle scuole concertate, a comprare i libri, quando rimangono senza casa, o sono discriminati nelle attività sociali che fanno i loro
compagni. Ci sono persone affette da grave depressione, condizione più probabilmente diffusa tra gli uomini che tra le donne, per il ruolo tradizionale attribuito agli uomini nel mantenimento della famiglia. Negli ultimi quattro anni l’economia sommersa è raddoppiata.

Guerra tra poveri Il sostegno familiare sta funzionando a vari livelli, ma si sta ingenerando anche una lotta tra poveri per
le poche risorse che vi sono a disposizione. In alcune zone, l’attacco è ai più poveri e deboli: la colpa della crisi non è attribuita al governo che fa le politiche, ma a chi si ha al proprio lato, che ci toglie il lavoro...

Elena Marisol Brandolini Giornalista, è italiana per nascita e formazione e mezzo spagnola per parte di madre. Laureata in economia e in possesso di un master in discipline giuridiche, esperta di politiche di sicurezza sociale, nella sua carriera professionale ha lavorato come ricercatrice nel campo economico, sindacalista della Cgil e dirigente nella pubblica amministrazione italiana, dell’ufficio internazionale dell’Inpdap, operando nel campo dei diritti individuali e collettivi, delle politiche di genere e delle politiche di welfare. Ha partecipato a numerose conferenze internazionali e pubblicato vari articoli e saggi sui temi dello Stato sociale. Collabora abitualmente con giornali, riviste e radio sui temi inerenti alle politiche sociali europee e alle politiche spagnole e catalane. Attualmente vive in Catalogna.

Morire di non lavoro
La crisi nella percezione soggettiva
di Elena Marisol Brandolini
collana Materiali
ediesseonline
pagine 153
euro 10,00 
ISBN  9-788823-017917

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