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Internati degli ospedali giudiziari. A Napoli nasce un film con i detenuti dell'o.p.g. di Secondigliano
Dopo la chiusura per legge dei manicomi criminali e degli ospedali psichiatrici arriva ora la chiusura degli O.P.G. (Ospedali Psichiatrici Giudiziari). Il Parlamento ha approvato recentemente la legge che fissa al 1 aprile 2014 la chiusura degli Opg, dove sono ancora internate più di mille persone. Di queste, centinaia sono rinchiuse "in proroga" e attendono finalmente di essere dimesse. Una questione di livello nazionale, perché verranno messi in libertà molti malati di mente che hanno anche commesso reati, alcuni dei quali non hanno più famiglia e non sapranno dove andare a vivere. E al momento non ci sono soluzioni alternative di reinserimento sociale.
Napoli si pone in prima linea ed apre serie riflessioni sul problema attraverso il film “Le stanze aperte” realizzato dalle associazioni culturali “V.e.d.” e “Baruffa film” di Maurizio e Francesco Giordano, con la sceneggiatura di Giuliana Del Pozzo. Basandosi sulla vita degli internati dell’attuale manicomio criminale napoletano, i due registi, hanno provato a raccontare, oltre alla vita vissuta dietro le sbarre, il cammino del ritorno a casa dopo una lunga detenzione.
Il film è interpretato da veri internati, che hanno fatto quadrato intorno all’attore professionista Vincenzo Merolla.

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