Mercoledì 20 Novembre 2019 - Ultimo aggiornamento 19:20
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Libri & Conflitti. L'estratto da La ragazza che voleva scrivere
Libri & Conflitti. Anna Maria Ortese. La ragazza che voleva scrivere, di Adelia Battista (lozzi publishing). Attraverso le pieghe del vissuto quotidiano di Anna Maria Ortese, Adelia Battista rivela gli aspetti più intimi e significativi da cui ha avuto origine, tra il '69 e il '75, l'opera letteraria di una delle scrittrici più importanti e più amate del nostro tempo. Un affresco narrativo che ci restituisce la vera identità di una persona che, fin da bambina, era convinta che il suo destino fosse quello di scrivere.

prossimamente la recensione al libro



Incipit – Capitolo I

Le parole del giovane libraio di Monte Mario risuonarono nella piazza del quartiere romano in quel giorno di tiepido maggio del ’75: – “Voi scrittori dovrebbero ammazzarvi tutti! Prima gli scrittori e poi i libri” – diceva. La donna si voltò di scatto a guardare alle sue spalle, poi girò il capo a destra e a sinistra, con la segreta speranza che fossero rivolte ad un altro. Ma sotto il cielo dorato di quella tarda mattinata – era quasi l’ora di andare a pranzo – non c’era nessun altro nel largo piazzale, all’infuori di lei, nemmeno un fantasma. L’uomo continuava a parlare e la sua voce era sempre più distinta a mano a mano che si faceva più vicino. Lo riconobbe, quel giovane abbigliato con una tunica variopinta su un paio di pantaloni
neri e lucidi che le veniva incontro con il passo ondeggiante di un uccello, era proprio lui, il libraio, con cui lei talvolta si era fermata a parlare dei suoi libri. La donna, dal profilo pallido e grave, meditatamente elegante, che attraversava la piazza tra i mobili raggi del sole, era Anna Maria Ortese. “Non sono più tempi da libri veri. I libri per essere venduti vanno concordati con l’editore”, le diceva lui. – Lo scrittore è troppo piccolo rispetto alla “voce” possente che gli guida la mano – rispose Anna. – Segue la sua storia, non quella che gli chiede l’editore. – Lui alzò le spalle e senza aggiungere altro si allontanò. Le parole cocenti, Anna lo aveva capito, erano indirizzate al suo romanzo, Il porto di Toledo. Per scriverlo aveva inventato una lingua allusiva, inedita, ricca di mistero. L’editore però esigeva dei cambiamenti, una scrittura più semplice e chiara. Lei si era rifiutata. E il libro, appena uscito, non lo vedeva nelle vetrine delle librerie, né lo trovava sul banco dei librai. Non era più Il porto di Toledo l’opera su cui l’editore aveva tanto scommesso. A Roma, molti librai le avevano risposto di non saperne nulla di quel romanzo. L’amarezza che accompagnò Anna in quei giorni era profonda. Il buon giovane, o uccello, o angelo vendicatore, aveva ragione: lo scrittore che corre dietro alla sua ispirazione, come era accaduto a lei, rischia di perdere la sua opera e anche se stesso. Anna voleva ripercorrere gli anni della sua giovinezza, prima della guerra, a Napoli, nell’incrociarsi della vita e delle emozioni, quando tutto era avventura e stupore. Voleva riflettere sul Bene e sul Male. Scoprire ciò che era stato davvero il suo destino, la sua identità di scrittrice. Era questa la sua forza. Lei voleva ricordare tutto. Mentre scriveva Anna si convinceva di potercela fare ma era come immergersi in un mare profondo dove tutto ciò che si intravede è fatto di sogno e ombre. Si fermò, le parole del libraio ancora risuonavano dentro di lei. Non incolpava nessuno però delle incomprensioni che avevano accompagnato il suo romanzo, sapeva che Toledo era un libro diverso da tutti gli altri libri che in quegli anni vedevano la luce.Toledo non era la sua biografia, ma una ricostruzione interiore di quel tempo, fatta di aggiunte e visioni. Riprese lentamente la strada che da Monte Mario conduceva a piazza Ennio, dove viveva con Maria, sua sorella. Tutte le speranze di incontrare i suoi lettori erano cadute, improvvisamente, come un mantello che scivola giù dalle spalle. Il sole non riscaldava quasi più e la piazza ormai si era spogliata della sua luce dorata.

Anna Maria Ortese, la ragazza che voleva scrivere
di Adelia Battista
euro 12,00
Editore Lozzi Publishing (collana Remo)
pagine 122

 

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi