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Libri & Conflitti. La recensione di Club bilderberg
Libri & Conflitti Questo testo, dal titolo Club Bilderberg - Libro, dell'autore Domenico Moro, approfondisce il tema Critica sociale. Stampato dalla casa editrice Aliberti nel mese di Maggio 2013.

L'estratto


Recensione a cura di Fabio Sebastiani

E’ davvero possibile per un piccolo gruppo di cosiddetti ‘illuminati’ dominare il mondo oggi? Non parliamo tanto del dominio attraverso le tecnologie, come sta venendo fuori in questi giorni nelle clamorose vicende del Datagate. E nemmeno di una ristretta cerchia di abili manipolatori “psico-religiosi” che tenta la strada del messaggio subliminale o dell’arringatore sempre fuori dagli schemi. Parliamo, invece, del club Bilderberg e annessi, come la Trilateral Commission. Tutte invenzioni del novecento che il milieau della borghesia internazionale ha tirato fuori dal cappello per tenere testa alla sfida della globalizzazione. Insomma, al di là della facili fantasie complottiste o degli immaginifici “grandi fratelli”, ciò che il sociologo ed economista Domenico Moro documenta con puntigliosità e precisione nel suo “Club Bilderberg. Gli uomini che comandano il mondo” è che la borghesia, nel senso della classe proprietaria del capitale e dei mezzi di produzione, sta chiudendo il cerchio di una fase iniziata qualche decennio fa quando cominciò a porsi il problema di arginare l’offensiva del movimento dei lavoratori.
Lette da qui, le affermazioni di JP Morgan sull’inutilità di democrazia e antifascismo non stupiscono più di tanto, quindi. In fondo, tentare di togliere di mezzo le istituzioni democratiche per quel “piccolo difetto” di non essere completamente riducibili ad uno schema di comando capitalistico unilaterale, elitario e immediato, è da tempo uno degli obiettivi della borghesia. Quella che Giovanni Agnelli definiva la sfida della governabilità è ancora un nodo da risolvere. Un nodo che la borghesia non riesce a sciogliere nonostante il grande potere economico e sociale di cui oggi è titolare. Ed allora ecco la via breve della soluzione unilaterale basata sull’esercizio del potere effettivo. La politica come gioco ad armi pari, oppure lo stesso Stato, quando identifica il bene pubblico, senza contare la dura china del decentramento democratico dei poteri, sono tutti concetti che i veri dominatori, anche nella versione progressista, non ce la fanno a gestire.
Non potendo perseguire il loro disegno per via istituzionale, perché altrimenti si tornerebbe al fascismo, ecco allora la via della “cooptazione dei potenti” che dagli anni Cinquanta in poi ha aperto la strada ai “corpi separati” ovvero a quegli organismi esclusivi che dapprima pian piano tentano di affiancarsi e poi sostituire via via i soggetti legittimamente eletti dai popoli. Gruppi di potere più o meno organizzati, comitati di affari, filiere politico-criminali, logge e loggette: c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dalla tavola di “Re Artù” ad oggi, il contributo della borghesia capitalista al progresso del mondo è stato meno che zero.
Un lento lavoro ai fianchi delle aspirazioni legittime ad un mondo migliore che oggi ha portato molti, tra gli uomini al vertice di governi, parlamenti, e organismi vari, a maturare il loro percorso di formazione e decisionale in territori altri e dentro un sistema di relazioni che risponde a precisi interessi privati e globali e dove il potere non è una astrazione del diritto ma un fatto molto concreto. E’ in questi ambiti che, in sostanza, si decidono le sorti del mondo, sempre alla ricerca di un equilibro che, vista la complessità della situazione geopolitica, ha bisogno di continui aggiustamenti. C’è quindi una sorta di “riunione permanente” che vigila e produce i passaggi necessari alla soluzione o all’aggravamento delle crisi a seconda degli interessi predominanti in quel momento. Alla cosiddetta “sovranità nazionale” viene lasciato il solo compito di ratifica formale. E’ in questa sede che viene trovata la “quadra” alle contraddizioni, che rappresentano ancora un nodo di cui la borghesia internazionale non riesce a liberarsi per la sua stessa natura di classe endemicamente conflittuale.
Moro li individua uno per uno questi “illuminati” citandoli per nome e per cognome, facendo le dovute comparazioni e traendone le giuste conclusioni sul peso relativo che ogni gruppo o raggruppamento geopolitico detiene in un momento dato. Dalla sua analisi viene fuori un quadro impietoso in cui praticamente, niente e nessuno resiste alla cooptazione: politici, giornalisti, magistrati, militari, medici, avvocati, e via dicendo. Il mondo dell’imprenditoria è il principale protagonista ovviamente. Del resto, tutto nasce da lì. Dal bisogno, cioè, di trovare una camera di compensazione alla miriade di potenziali conflitti in uno scenario globale in cui la sovranità nazionale non conta più come prima e in cui il bisogno di trovare contemporaneamente sbocchi di mercato che realizzino il plusvalore e braccia da sfruttare è ancora il problema “geopolitico” per eccellenza. E infatti, il problema della guerra è ancora un elemento dell’attualità. Nell’agenda della borghesia “trilaterale” non c’è il “se” e nemmeno il “quando”, considerato il clima permanente di emergenza, ma solo il “come”.
Un libro affascinante quello di Moro in grado di squadernare una ricognizione precisa su temi e personaggi di Bildergerg e Trilateral per tutti gli anni della loro storia e al conte pompo di inserirli nella collocazione attuale.
Le vicende Bilderberg e Trilateral misurano indirettamente il grosso ritardo della sinistra antagonista. E anche per questo il saggio di Moro ha un valore enorme per il tentativo di riflessione che si sta producendo in questo periodo di crisi. L’inadeguatezza è il primo tema da introdurre. Ed anche, per il taglio storico che il libro propone, una ricerca del punto esatto che ha cominciato a produrla.

Domenico Moro è nato a Roma nel 1964. È laureato in sociologia. Collabora con quotidiani e riviste nazionali ed è autore di diversi volumi di carattere economico, politico e militare. Negli ultimi anni ha pubblicato il Nuovo Compendio del Capitale.

Club Bilderberg,
di Domenico Moro
Aliberti edizioni
collana: Yahoopolis
Pagine: 178
€ 14,00
ISBN: 9788866260899

 

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