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Scuola, la protesta dei presidi questa mattina a Roma: "Si applichi la Costituzione"
Riparte dall'art. 36 della Costituzione, il sit-in di protesta dell' "Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalita' della Scuola" davanti la sede del ministero dell'Istruzione a Roma: "il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantita' e qualita' del suo lavoro".
Circa 800 dirigenti scolastici stamattina hanno manifestato davanti al ministero dell'Istruzione contro la drastica politica di tagli voluta dal Governo. "Invisibili per il Governo", hanno gridato, armati di fischietti e K- way azzurri, benche' "indispensabili per il paese”.
"Vogliamo un recupero delle posizioni di retribuzione e di risultato – dicono - che sono state ridotte nonostante la diminuzione del 25 % degli ultimi due anni dei posti di dirigente, aumentando invece enormemente le nostre responsabilita' e il numero degli adempimenti. Da questo punto di vista vogliamo non essere retrocessi nei livelli retributivi, in prospettiva di recuperare la perquazione con tutti gli altri dirigenti pubblici".
Una delegazione dell'Anp e' stata, intanto, ricevuta dal Capo dipartimento del Miur e un'altra delegazione con alcuni deputati. A questo, denunciano i presidi, si aggiunge il "prelievo ingiustificato che si vuole operare, in alcune regioni gia' avviato, sulle retribuzioni dei dirigenti”. Inoltre, “nessun dirigente di seconda fascia e' titolare delle relazioni sindacali, della sicurezza sul luogo di lavoro, della trasparenza, dell'anticorruzione. Nessuno paga di tasca propria le sanzioni amministrative per gli inadempimenti causati dalle segreterie e dagli uffici del personale. I dirigenti scolastici si'".
Per tutte queste ragioni, l'Anp chiede il reintegro del Fondo unico nazionale per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici; la piena attuazione dei contratti regionali integrativi, gia' firmati e bloccati in via amministrativa dal ministero dell'Economia; la sospensione immediata dei recuperi sugli stipendi gia' in corso in Campania e Sardegna e annunciati in altre regioni; l'immediato stanziamento di 5 milioni di euro per onorare il debito che il Governo ha contratto dal 2010 e che doveva servire al sostegno della retribuzione dei dirigenti piu' giovani. Lo strumento attraverso il quale realizzare tutto questo, conclude l'Anp, sarebbe il decreto legge appena varato dal Cdm.
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