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Libri & Conflitti. La recensione di LA PROMESSA
Libri & Conflitti Questo romanzo fantasmagorico, così lo definì l’autrice, al quale lavorò con dedizione per più di venticinque anni, sorprende per lo stile e per la ricchezza della trama e rappresenta un nuovo tassello nell’opera di riscoperta e ripubblicazione degli scritti della grande scrittrice argentina che laNuovafrontiera sta portando avanti. E' la storia di La promessa, di Silvina Ocampo

L'estratto

Non credo ci sarebbe potuto essere un titolo più adatto per La promessa (laNuovafrontiera, pagine 144, 15,00 euro), l’ultimo gioiello di Silvina Ocampo. E proprio lei, la Ocampo, scrittrice amata dai più grandi, da Borges a Calvino, in un’intervista su questa storia, confidò che stava lavorando a “un romanzo fantasmagorico” e a cui si è dedicata negli ultimi venticinque anni della sua vita, abbandonandolo e riprendendolo più volte, e consegnando a esso, prima del definitivo di oggi, diversi titoli.
Davanti ai nostri occhi, durante la lettura, prende dunque forma un “dizionario di ricordi” a cui la scrittrice ha dato vita immaginando di ritrovarsi agonizzante a seguito di una caduta in mare, avvenuta dalla nave sulla quale stava viaggiando. Poesia pura tra le righe della Ocampo quando scrive “Dopo essermi svestita, o dopo che lo aveva fatto il mare, perché il mare sveste le persone come se avesse mani innamorate, è arrivato un momento in cui il sonno o la voglia di dormire si sono impadroniti di me. Per non addormentarmi, ho imposto un ordine ai miei pensieri, un itinerario che ora consiglio di seguire anche ai prigionieri… Ho cominciato il mio percorso tra i ricordi con i nomi e la descrizione minuziosa e a volte biografica delle persone conosciute nel corso della mia vita”. Così, senza alcun ordine, ma “come arrivavano capricciosamente” – per utilizzare le stesse parole dell’autrice – la Ocampo ci consegna alla lettura numerosi personaggi, alcuni in poche righe, come Marina Donqgui, la fruttivendola, altri invece che ritornano come Leandro, ché di lui si innamorano tutte. E altri, chissà, a seguire le parole di Silvina, potrebbero essere solo fantasmi, figure immaginate, senza nomi, senza età. E’ così che La promessa, sin dalle prime righe presenta la qualità rara di un romanzo senza tempo. Per chi ama la letteratura, con la maiuscola.


Silvina Ocampo (Buenos Aires, 1903-1993) è stata a lungo uno dei "segreti meglio custoditi" della letteratura argentina, all'ombra della sorella maggiore Victoria, del marito Adolfo Bioy Casares e dell'amico di sempre Jorge Luis Borges. Poetessa di valore, ottima traduttrice e soprattutto maestra del racconto, è oggi universalmente riconosciuta come un classico della letteratura di lingua spagnola.

La promessa,
di Silvina Ocampo
La NuovaFrontiera
collana Basilisco
pagine 162
euro 15,00

 
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