Mercoledì 19 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento 16:26
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi


Libri & Conflitti. La recensione di IN FUGA DAL SENATO
Libri & Conflitti In fuga dal senato, di Franca Rame (chiarelettere) Un libro di denuncia e di passione. Civile e politica. Franca Rame ripercorre l’esperienza amara fatta in parlamento tra il 2006 e il 2008, 19 mesi trascorsi in Senato e raccontati attraverso storie, aneddoti, personaggi (Andreotti, Finocchiaro, Dell’Utri, Calderoli, Colombo, di Pietro...) con la sensibilità teatrale e comica di chi, come Franca, è sempre stata sulla scena. Fino all’ultimo. Senza mai abbandonare lo spirito originario dell’impegno civile e politico che l’ha portata, dopo tante battaglie, a dare le dimissioni da senatrice. Una testimonianza unica perché ci fa vedere nei suoi aspetti più grotteschi la distanza che separa chi crede nella politica come servizio e chi invece la politica la fa solo per mestiere.


L'estratto dal libro



In fuga dal senato (chiarelettere, pagine 310, euro 13,90), l’ultimo lavoro e l’ultima testimonianza di Franca Rame.
“Il più misero fra gli uomini è quello che manca di conoscenza”, questo è lo spirito e il titolo del primo paragrafo del prologo. In quelle pagine Franca Rame fa una sintesi delle esperienze che l’hanno formata politicamente, ma anche delle storie di lotte sociali e politiche che hanno portato alla sua elezione con oltre mezzo milione di preferenze a Senatrice della Repubblica.
La Rame riprende con In fuga al senato a raccontarci da dove ci aveva lasciati con “Una vita all’improvvisa” (2009 Editore Guanda), libro autobiografico scritto con Dario Fo. Il prologo sottolinea dunque l’importanza della conoscenza per poter partecipare in maniera consapevole e responsabile alla trasformazione del mondo in cui viviamo.

Quello che segue è invece un diario ricco e dettagliato dei diciannove mesi da Senatrice. Viene raccontato con uno stile confidenziale, ironico e tagliante, senza retorica ed enfasi letteraria.

Come già dichiarato nelle prime pagine “Non c’è assoluto che conti più della sintesi, il che vuol dire stringere e liberarsi di ogni ridondanza a vantaggio dell’essenziale.” In fuga dal senato è il racconto di una amica che non ci si stanca mai di ascoltare, che sa come mantenere alta l’attenzione perché conosce bene la scrittura e il mestiere del teatro. Sa quale ritmo utilizzare a seconda dell’argomento, come alternare il comico al tragico. Lo scherzo alla verità. “Il 3 maggio siamo convocati per eleggere il presidente del gruppo mistico, pardon, misto, al Senato. Mi ha confuso la presenza di alcuni democristiani: presiede Giulio Andreotti.”

Molto spazio è dedicato anche ai racconti fuori dal Senato, dalla partecipazione alla manifestazione contro l’allargamento della base di Vicenza, ai momenti trascorsi in casa da sola: “Litigare con una lampadina è veramente il massimo. […] Ma allora cosa mi procura questo parlare da demente forsennata? Che sia la sindrome del Senato?”, alle tante storie drammatiche di persone in difficoltà di cui si è presa carico personalmente (il suo compenso di Senatrice era tutto destinato a questo) al racconto delle vacanze che trascorreva tra l’affetto dei suoi famigliari.

In rilievo la descrizione del Senato e la Rame sa farlo come nessuno l’ha mai raccontata, quel Senato impermeabile a qualsiasi istanza che non provenga da un gruppo organizzato. Il Senato che Franca definisce “Il frigorifero dei sentimenti” dove si sentiva “l’indegna fanciulla perduta nella foresta”, dove è difficile persino intrecciare dei rapporti umani, dove a stento ci si saluta e quasi sempre non si bada per niente a chi sta parlando. Anche Dario Fo un giorno che era andato ad assistere a una seduta ha commentato: “Ma è un verminaio, non un Senato! Un bailamme stracolmo di maleducati segnati dalla noia che si muovono come automi drogati […]”.

Un posto dove l’ipocrisia e la menzogna sono di casa; a De Gregorio che la salutava con un “buonasera” dopo qualche mese che era passato dalla maggioranza all’opposizione, Franca Rame: “Buonasera un cazzo!», e proseguo. Dio, che signora sono!”.
In chiusura la sofferta e tante volte rimandata lettera di dimissioni dal Senato e la lettera a Romano Prodi dopo la caduta del governo. Si tratta di due documenti tra i più alti della politica contemporanea, un faro per tutti coloro che siedono e siederanno in quegli stessi scranni.

Franca Rame (1929-2013) è stata una protagonista assoluta del teatro italiano. È coautrice e curatrice delle commedie di Dario Fo. L’impegno politico e civile ha sempre definito il suo modo di fare teatro. Eletta senatrice per l’Italia dei valori nel 2006, si è dimessa nel 2008. Con Fo ha pubblicato l’autobiografia UNA VITA ALL’IMPROVVISA (Guanda 2009).

In fuga dal senato,
Franca Rame
Casa Editrice Chiarelettere
euro 13.90
pagine 310.
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi